P. Tognali: Otto volte in Brasile
Cari amici, sono trascorsi più di tre mesi da quando ho lasciato l'Italia, gli amici, la mia famiglia, per imbarcarmi sull'aereo che, per l'ottava volta, mi ha riportato in Brasile, la mia terra di adozione.
Dopo un viaggio di dodici ore, per una distanza di 12mila chilometri, con il cuore palpitante per la gioia e l'emozione, ho toccato terra in questa nazione benedetta da Dio. Ha già raggiunto i 180 milioni di abitanti, su un territorio grande 26 volte l'Italia. Arrivando nell'immensa città di San Paolo, ho ringraziato il Signore perché dopo sette anni ho potuto rientrare in Brasile per continuare il lavoro apostolico con i quaranta saveriani che lavorano qui.
Una zona molto vasta
Sono rimasto alcuni giorni nella casa saveriana di San Paolo. Poi sono partito per la mia nuova destinazione: una grande parrocchia nella città di Piracicaba, a cento chilometri da San Paolo. Qui avevo già lavorato nel '98. Il nome indigeno della città significa, “fiume dove il pesce si ferma”. Infatti, la bella città è attraversata da un fiume ricco di pesce. A motivo della millenaria tradizione, è meta di pescatori e di turisti.
Vi confesso che è stato un po' faticoso ricominciare il ministero sacerdotale, visto che negli anni passati in Italia avevo svolto un lavoro di animazione missionaria e vocazionale. Sto cercando di conoscere la realtà di questa vasta parrocchia, povera ma fiorente, dedicata alla Madonna. Con p. Roberto Mazeto, saveriano messicano d'origine italiana, seguo 18 comunità ecclesiali, create nei quartieri più poveri alla periferia della città.
Missionario tra i poveri
Sono soddisfatto del lavoro che sto svolgendo, anche perché, conoscendo la lingua portoghese, ho potuto entrare subito nell'attività pastorale. Visito le comunità e i malati, celebro Messa, confesso, faccio catechesi. Preparo anche il bollettino parrocchiale, che è molto seguito dalle comunità cristiane.
In Brasile è tipico il miscuglio delle razze: indio, africani, portoghesi, tedeschi, polacchi, spagnoli, italiani... Nella nostra parrocchia il 40 per cento dei fedeli è di origine italiana! Quando chiedo il cognome, mi sento rispondere: Trevisan, Torresan, Rignoli, Tomaselli, Duran, Rossi e così via!
Spero di avere in futuro ancora occasioni per presentarvi altri aspetti del lavoro pastorale che svolgiamo. Sappiate che non vi ho dimenticato e prego per tutti voi, per le vostre famiglie e comunità. Grazie per le preghiere, l'amicizia e l'aiuto con cui mi accompagnate nella missione.








