P. Rosti e p. Bertazza in cielo
Lunedì 14 febbraio, nella Casa Saveriana di Filosofia a Guadalajara, in Messico, è morto p. Giuseppe Rosti. Aveva 87 anni; era nato il 3 aprile 1934 a Dalmine (BG). Nell’ultimo periodo, la salute di p. Giuseppe era notevolmente deteriorata. Presidente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica nella parrocchia di Brembate Sotto, faceva il tappezziere fino a quando non ha iniziato il cammino vocazionale e missionario grazie a p. Lorenzo Fontana, a Piacenza, nel 1961. Ordinato presbitero a Parma nel 1971, subito dopo parte per il Messico, dove rimane per tutta la sua vita: San Juan del Río, Santa Cruz (missione indigena, è stato uno dei fondatori della comunità cristiana), Salamanca, Acoyotla, Huasteca Potosina, Guadalajara.
Mercoledì 16 febbraio è deceduto, a Parma, p. Francesco (Franco) Bertazza. Aveva da poco compiuto 90 anni; era nato il 18 gennaio 1932 a Bergamo. Entrato dai saveriani a 11 anni, a Grumone (CR), è ordinato presbitero a Piacenza (S. Maria di Campagna) il 22 marzo 1958. Dopo l’ordinazione, p. Franco è nella comunità di Cremona come aiuto economo, promotore vocazionale, insegnante di musica e latino e vicerettore. Nel 1965 viene destinato all’Indonesia, a Sikakap (Isole Mentawai). Ottenuta la licenza in Pedagogia al Salesianum di Roma (1971), è destinato alla comunità di Cremona come rettore, animatore e insegnante di musica (1972-1976). Per un anno è insegnante anche ad Alzano Lombardo (1978-1979) e frequenta presso i domenicani di Bologna i corsi di Licenza in Teologia. Nel 1980, a Piacenza, continua il servizio di insegnante e ottiene il Dottorato in Filosofia all’Università di Pavia. Nel 1981 parte per il Brasile, dove lavora fino al 1997 (Laranjeiras do Sul, Cantagallo e infine a Curitiba). Richiamato in Italia è destinato a Tavernerio come animatore missionario, fino alla scorsa estate. Per tanti anni, è stato redattore preciso e fantasioso della pagina di Missionari Saveriani di Tavernerio per cui lo ringraziamo e ricordiamo con affetto. Si è occupato anche del parco della grande casa e negli incontri rallegrava tutti con la sua inseparabile fisarmonica. Era a Parma in cura da pochi mesi.






