P. Mula, missionario in Colombia
Intervista in esclusiva per i nostri lettori
Padre Mario Mula, saveriano di Dorgali, missionario in Colombia da 15 anni, ha trascorso un periodo di riposo in Sardegna. E ' già ripartito per la Colombia, il paese dell'America latina che finisce spesso sulle cronache dei giornali per il traffico di droga, omicidi ed altri eventi tragici.
Quale è la situazione sociale e politica in Colombia?
La Colombia è la nazione con la democrazia più stabile di tutto il continente sudamericano, almeno sulla carta. Infatti, non ha avuto quasi mai dittature militari e i governi si sono succeduti con regolarità per tutto il tempo ...
Quello che succede, nella realtà, è diverso. Più che di governo, si è trattato di malgoverno, caratterizzato da vistosi e continui scandali per corruzione, da gravi situazioni di ingiustizia, dall'assenza dello stato in aiuto ai più deboli ed emarginati e da altri gravi problemi .
Dagli anni '60, inoltre, la situazione si è aggravata a causa della guerriglia combattuta da alcuni movimenti che sono difficilmente controllabili. Questo ha tolto alla nazione risorse preziose per il suo sviluppo.
Purtroppo, la Colombia è attualmente in uno stato di guerra, anche se non dichiarato. Non c'è sicurezza nelle comunicazioni e negli spostamenti, nella vita quotidiana e nel lavoro. L' insicurezza regna specialmente nelle periferie delle grandi città, dove viviamo noi saveriani. Il governo destina molte risorse alla difesa ( o ali' offesa) , per garantire un minimo di legalità; ma i risultati non si vedono.
Come fa la gente a vivere in questa situazione?
La gente è preoccupata e chiede a gran voce la fine del conflitto. Ma gli attori in campo hanno tra le mani mezzi consistenti e forti interessi economici. Pensano più al proprio tornaconto che al benessere e alla pace di tutti. Mi riferisco, per esempio, a tutto l'affare sporco del commercio di droga, che sicuramente lascia guadagni enormi, a molti livelli.
Chi è abituato a guadagni facili, è difficile che abbandoni la torta per accontentarsi di normali ... briciole.
Alcuni progressi sono stati fatti in vari campi. Ma il lavoro è ancora tanto. La Colombia è abitata da persone capaci e intraprendenti, con un contesto di valori buoni e positivi. Noi missionari, di fatto, siamo accolti bene e siamo affezionati alla gente. La maggior parte delle persone soffre molto e sopporta questa grave situazione con animo forte. Noi vogliamo aiutarle in tutti i modi, affinché riescano a trasformare questa nazione in un paradiso . E siamo convinti che potrebbe esserlo, se si ritrovasse la pace.
Padre Mario, qual’ è la situazione della chiesa in Colombia?
Posso dire che la chiesa colombiana è una chiesa pienamente autonoma: le diocesi coprono tutto il vasto territorio nazionale e ci sono abbastanza sacerdoti, anche se non sono bene distribuiti. Praticamente tutta la popolazione è cristiana battezzata. Stiamo tuttavia facendo il massimo sforzo per portare avanti una nuova evangelizzazione. Perché non si può certo dire che la maggioranza dei cristiani sia praticante. Ci sono vistose incoerenze tra la professione della fede e la vita pratica di ogni giorno.
Per fare un esempio: per un paese i cui abitanti si professano cattolici battezzati al 96 per cento, che ci siano trenta mila e più morti ammazzati ogni anno, sono davvero tanti, troppi!
La chiesa ha dato molti sacramenti; speriamo che adesso curi di più la preparazione e la formazione delle persone, affinché diventino più "adulte" nella fede e coerenti nella vita cristiana.
Preparare i giovani al futuro e alla missione: Che attività svolgono i saveriani in Colombia?
Abbiamo due parrocchie a Buenaventura , sull'oceano Pacifico. La città conta quasi 300.000 abitanti, la maggioranza di razza nera, discendenti degli antichi schiavi deportati dall'Africa. A Cali, la seconda città della Colombia, abbiamo la responsabilità di due parrocchie. Io sono parroco di una parrocchia e responsabile di una scuola che ha più di 800 alunni, dalle elementari fino al diploma di maturità.
La scuola è una grande sfida per noi saveriani e per tutta la chiesa. La Colombia, in questo momento storico, si salverà soltanto educando e preparando le nuove generazioni. Altrimenti, vedo la situazione "color de hormiga" - come dicono in Colombia; cioè, letteralmente "color di formica", ossia nero scuro!
Anche a Bogotà, la capitale, c'è una comunità saveriana. Qui accogliamo i nuovi saveriani che arrivano per imparare la lingua, frequentare i corsi di storia e cultura colombiana, prepararsi alla vita missionaria. Anche a Bogotà abbiamo la responsabilità pastorale di una parrocchia.
Un'altra comunità saveriana è nella città di Medellìn: la comunità della formazione, dove cioè i giovani si preparano a diventare missionari saveriani.
Ci sono giovani che vogliono diventare saveriani?
Abbiamo già due saveriani colombiani: p. Gerardo Prete! Ortiz, ora a Parigi per imparare la lingua francese e prepararsi alla missione in Congo; l'altro saveriano si chiama Ivan Rivera Castano ed è studente di teologia a Manila, nelle Filippine.
Stiamo cercando di vivere e lavorare secondo il nostro carisma specifico: aiutare, cioè, la chiesa colombiana ad essere più missionaria e a inviare missionari presso altri popoli che non credono in Cristo. Questo è un discorso quasi ... nuovo per la Colombia. E noi ci stiamo buttando dentro con tutto l'entusiasmo.
Quale sarà il futuro del paese e della chiesa?
Il futuro sarà buono, nella misura in cui il governo, le parti sociali e la chiesa stessa sapranno trovare i modi e i mezzi per costruire maggiore giustizia ed attuare un'equa distribuzione delle risorse del paese a favore di tutti. Ho chiamato in causa anche la chiesa, perché essa gode ancora di molta credibilità ed ha una forte influenza. Quindi può fare molto per la formazione e per l'educazione delle persone e delle coscienze .
Anche noi saveriani, nel nostro piccolo, dobbiamo contribuire a far crescere la chiesa colombiana nella sua dimensione missionaria, fino ad arrivare a formare vocazioni missionarie e ad inviare missionari fuori delle proprie frontiere, "ad gentes''. Proprio in questo consiste il nostro carisma e sarà il regalo più bello che noi possiamo fare alla chiesa in Colombia. Sarà il nostro obiettivo per i prossimi anni.








