P. Giuseppe Cisco, la new entry
Dopo la chiusura della comunità saveriana di Zelarino, p. Giuseppe Cisco, originario di Villafranca Padovana, è passato a quella di Vicenza.
Entrato dai saveriani ancora da bambino nel nostro seminario di Vicenza, qui ha conosciuto p. Uccelli ed è rimasto particolarmente colpito dalla figura di quest’uomo. Infatti, era un missionario di preghiera. Spesso lo vedeva in chiesa. P. Giuseppe era qui anche al momento della sua morte. La sua prima destinazione, dopo l’ordinazione, è stata nei Paesi Baschi, precisamente a “Guernica”, dove i saveriani avevano un seminario minore. P. Giuseppe ci è rimasto per dieci anni, dedicandosi all’animazione missionaria e vocazionale. Poi, ha sentito il bisogno di partire per le missioni, perché è differente fare animazione missionaria apprendendo dai libri o dopo un’esperienza forte in terra di missione.
Per cui, dopo un anno a Parigi per lo studio della lingua francese, è partito per la Repubblica Democratica del Congo. Qui, ha dovuto imparare un’altra lingua, il “Kiswahili”. Ha lavorato in piena foresta nella missione di “Kitutu”, sostituendo proprio me. Finalmente il sogno si era compiuto!
P. Giuseppe racconta che è stata l’esperienza più bella della sua vita; un’esperienza positiva che l’ha fatto crescere nella fede e gli ha aperto nuovi orizzonti. Ha visto i poveri, solidali tra loro, che si aiutavano. In particolare, l’ha riscontrato soprattutto a Kaghelaghela, dove c’erano una quarantina di lebbrosi con le loro famiglie. Quelli che potevano lavorare andando al campo, al ritorno offrivano agli altri manioca, arachidi, acqua da bere… Poi, una volta la settimana, insieme all’infermiera, portava loro delle medicine.
Sì è incontrato con cristiani coraggiosi, di cui narra un aneddoto. “Era Quaresima, un venerdì. Un giovane di nome Pushi era andato a dirigere la Via Crucis in un villaggio dove c’era un gruppo di cristiani. Di ritorno passò per la missione, era insanguinato, senza scarpe. Gli chiedo: «Pushi cosa è successo?». «Mi sono incontrato con i militari, mi hanno rubato le scarpe, tolto la camicia e, dato che protestavo, mi hanno picchiato». «Pushi, venerdì prossimo andrai a dirigere la via Crucis». «Ndio Padiri» (Sì Padre).
Dopo sette anni, p. Giuseppe è stato costretto a rientrare in Europa, a causa di un brutto incidente, in piena foresta. Concluse le cure opportune, i superiori gli hanno chiesto di andare di nuovo in Spagna, dove è rimasto molti anni. Dal 2010 è in Italia. Da due mesi circa è a Vicenza, dove si sta inserendo a poco a poco nell’animazione missionaria e nel ministero, non solo qui a Vicenza, ma anche nelle diocesi di Padova e Venezia, dove ha lavorato in questi ultimi 6 anni.







