P. Enrico Di Nicolò, vicino alla gente (Carassai-AP 8.6.1939 Porto S. Giorgio-FM 11.3.2020)
Ricorda p. Antonio Trettel: “Era uno del quintetto marchigiano che, con Corvini, Nasini, Cappannini e il sottoscritto, per strade diverse, ci siamo trovati nel settembre 1951 ad Ancona-Posatora, come apostolini, accolti da p. Mario Veronesi (poi martire in Bangladesh nel 1971). Siamo arrivati tutti all’ordinazione presbiterale, a Parma, nel 1965. Ci siamo poi dispersi nel mondo, salvo lui. Enrico si è impegnato completamente nell’insegnamento-formazione e nell’animazione missionaria in Italia. Era simpatico e socievole, con un ricco mondo interiore che proteggeva, con delicatezza.
Per p. Valeriano Ruaro gli aspetti della sua personalità sono: studioso; presbitero-pastore con attenzione agli ammalati e al ministero della riconciliazione; uomo di preghiera, dell’amicizia e della vicinanza umana.
Ha vissuto nella casa di Desio per decenni, tanto da esserne considerato “memoria vivente”. P. Enrico ha collaborato regolarmente con la parrocchia Beata Vergine Assunta e con la Comunità pastorale San Grato a Nova Milanese. “In lui mi colpivano - dice p. Adili, rettore di Desio - la chiarezza di idee, la costanza nel ministero, la sua capacità di ascolto e incoraggiamento”. “P. Enrico - ricorda don Luigi Caimi della comunità pastorale S. Grato di Nova Milanese - era figura conosciuta e stimata… In tutti questi anni ha costruito legami semplici e profondi”.
“Se avevamo dubbi su alcuni argomenti era la persona adatta per chiarirti le idee. La gente lo cercava perché in lui vedeva una guida spirituale”, dice p. Gianni Villa. Mentre p. Alessio Crippa di Lissone, missionario in Thailandia, racconta: “Ho passato con p. Enrico tre anni a Desio, all’inizio del mio percorso formativo. Aveva sempre un libro in mano. Era una persona gioviale, a cui piaceva stare in comunità, proporre riflessioni, pronto a lasciarsi interrogare e a offrire il suo contributo”.







