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P. Carlo è rimasto nella sua Amazzonia

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Solennità del Corpo e Sangue di Cristo. Alla processione, che dalla Chiesa dei santi Cosma e Damiano va fino al porto, vi sono molti preti. Molti i sacerdoti per la processione con il vescovo di Ancona-Osimo, ma le domande sono sempre le stesse e le espressioni di condoglianze si moltiplicano. Sì, lo ricordano in molti qui ad Ancona il nostro carissimo p. Carlo . Lo ricordano sereno, un cordiale compagno di classe nel seminario di Senigallia, un amico sempre attento a non dimenticare nessuno nei periodi di permanenza in Italia, quando per malattia era obbligato a lasciare la sua terra amazzonica, dove era missionario dal 1977 e dove sorella morte lo ha colto.

Mi è sembrato provvidenziale, bello, che lo si ricordasse in quel momento solenne, prima di iniziare a portare Gesù eucaristico lungo le vie della città e, ancora, dopo la benedizione solenne, quando la gente se ne stava lentamente andando verso le proprie case. Sacerdoti rimanevano a parlare di lui, a ricordarlo.

In fondo è questo che ha fatto p. Carlo lungo le strade del mondo: portare il Signore, portare la gioia che si riceve dalla coscienza di avere su di sé la benedizione del Signore, la serenità e la pace che viene da dentro, dal profondo del cuore.

Così, sereno e portatore di pace - la sua parola, il suo modo stesso di porsi era proprio di chi ha la pace, e può portare la pace - lo hanno ricordato anche i medici del cardiologico di Ancona. È significativo: lo ricordavano ancora, dopo più di un anno, come un paziente particolare, un paziente che rimane sereno anche davanti alla prospettiva di un cuore malato. Era così p. Carlo, concentrato su valori più profondi, più duraturi, quelli che non passano e che neanche la morte gli ha potuto rapire.

Sono gli stessi valori cristiani che ridanno serenità, non senza fortissimo dolore e nostalgia della sua presenza, a noi suoi confratelli, e alla famiglia, alla sorella Cecilia, ai fratelli Primo e Nicola in particolare. I missionari saveriani di Ancona rinnovano loro le più sentite condoglianze.

Voglio anche da queste pagine ringraziare tutti coloro che in quei giorni ci sono stati vicini, coloro che lo hanno ricordato con tanto affetto e ci hanno fatto pervenire la loro solidarietà. Sono i momenti nei quali più che mai i missionari Saveriani sentono di avere tanti, tantissimi amici. Grazie.



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