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p. Carlo Cremona: "La lussuria è imposta ai giovani"

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Padre Carlo Cremona è morto il 13 luglio, dopo la diretta tv a Unomattina. Stava registrando un dibattito sul tema della castità, dopo il messaggio del Papa che invitava i giovani a "non dissipare il proprio mondo affettivo e morale", neppure in tempo d'estate.

Ecco il suo ultimo messaggio, come riportato da L'Osservatore Romano del 17 luglio 2003, a firma di G. G.

"Le nuove generazioni seguiranno le raccomandazioni del Papa sulla castità?" Alla domanda provocatoria del giornalista, padre Cremona risponde con forza convincente: "Pensi tu che le nuove generazioni, visto il disastro di Chernobyl, continueranno a fare gli scherzi con l'energia nucleare? Perché io credo che si tratti proprio di questo. Il Papa ha dato l'ammonimento che è tradizionale nella morale cristiana, ma anche nella morale umana. Ci sono degli autori latini pagani che raccomandano di essere casti.

Castità significa governo del proprio corpo, per le finalità che sono state assegnate al proprio corpo. Noi abbiamo installata in noi una centrale veramente nucleare che, se non la custodiamo bene, succede veramente un disastro. Questa centrale nucleare è agganciata ad un'altra centrale psicologica, per cui si sfascia l'uomo, si sfascia tutta la psicologia dell'uomo. E' tutto quello che noi vediamo - omicidi, suicidi, disprezzo della vita - quello che ci racconta la cronaca di ogni giorno. Questo disfacimento dell'uomo, dipende anche dal non saper regolare, come si deve regolare, questa enorme, bellissima forza che il Signore ha assegnato all'uomo".

Al dibattito è presente anche lo scrittore Alberto Bevilacqua che, rispondendo a p. Cremona, parla di "metodo impositivo", di "danni storici" riguardo alla castità. Alla provocazione, p.Cremona risponde meravigliato e si chiede: "Addirittura… la castità ha provocato danni ancora più della lussuria? Nessuno ha imposto la castità; è la lussuria ad essere imposta, perché i giovani d'oggi non vedono altro che inviti alla lussuria".

Presente in studio è anche Carla Boni, alla quale p. Cremona indirizza queste parole: "Risento anche l'eco del canto suo e di suo marito dentro di me. Castità e musica si uniscono insieme".
Il discorso cade sui costumi dei giovani d'oggi. P. Cremona invita tutti alla riflessione con queste parole: "Non mi fate parlare più…". E aggiunge subito: "Devo parlare perché ci sono cose assurde…".

Sono le sue ultime parole. Poi, fuori dallo studio, chiede un po' d'acqua e muore. Aveva chiesto questa grazia al Signore, p. Cremona: "Essere chiamato dal Padre, in cielo, senza soffrire". Il Padre ha esaudito l'invocazione di un figlio fedele.



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