Non era un… colpo di testa
Quante cose sono accadute in questi sessant’anni! Quanta grazia ho ricevuto! Quanti mondi diversi ho percorso, quante persone ho incontrato e quante sono passate al di là! E io sono ancora qui in attesa di Chi, di che cosa? Se chiudo gli occhi, ho l’impressione di essere ancora il neo-ordinato sulla porta della Cattedrale di Trento all’uscita dall’ordinazione il 28 giugno 1964, quando mia madre, abbracciandomi mi disse: “Ora ci credo che sei diventato prete”. Lei ha sempre avuto paura che io mi sbagliassi, che la mia decisione fosse un… “colpo di testa”. La mia ordinazione è coincisa con la decisione di lasciare la diocesi di Trento per partire per la missione. Dopo una crisi cardiaca, un mese prima della mia partenza, mia madre mi disse: “Sono contenta di non essere morta stanotte, perché la gente avrebbe detto che è morta di dolore per la partenza del figlio. Invece va’ pure, sono contenta che tu possa andare in missione …”. Questa benedizione, insieme a quella di mio papà in lacrime, mi ha fatto giungere a questo giorno in cui sento rinnovarsi in me la gioia di aver seguito la chiamata di Dio e di aver vissuto questa vita, ricca di esperienza e di amore ricevuto e dato, nel servizio ai miei fratelli. Tutto è stato grazia, dono della misericordia di Dio, rinnovato giorno dopo giorno in questi sessant’anni. Grazie, Signore per il tuo dono!







