Noi… negli occhi degli altri
Viviamo in un tempo di diffusa autoreferenzialità. Ci guardiamo allo specchio per cercare di sistemarci un po’. Ogni tanto è importante anche dire a qualcuno: ma tu come mi vedi? Per questo motivo, abbiamo chiesto ad alcuni presbiteri che frequentano la nostra casa di aiutarci a verificare il nostro stile, il nostro servizio e di presentarci anche qualche loro proposta. Ecco cosa ne è risultato.
p. Piero Pierobon, sx
Sono presbitero della diocesi di Faenza-Modigliana, parroco di Santa Maria in Alfonsine (RA). Seguo i ministeri laicali istituiti e faccio parte di un’Associazione denominata Unione Apostolica Clero (UAC). Frequento la comunità dei Saveriani di San Pietro in Vincoli da quando sono parroco ad Alfonsine, quindi da 5 anni.
Cercavo un luogo che mi offrisse alcune opportunità formative; in specifico, l’indole missionaria e la possibilità di trovare un ristoropsico-fisico. Questa casa aveva queste caratteristiche, abbinate alla vicinanza territoriale. Frequentandola ho potuto godere anche di altre opportunità. Il luogo, avvolto nel silenzio e nella preghiera, si prestava anche per momenti di ritiro spirituale e studio. La presenza dei Saveriani poi era molto accogliente e, per questo, utile a quel bisogno di sentirsi a casa che a noi, preti diocesani, fa bene a livello affettivo. Il servizio di vitto e alloggio era ottimo a creava lo spirito di casa.
Non ultimo è stato prezioso poter attingere al servizio dei padri per un dialogo umano, un confronto ecclesiale, ricevere i sacramenti. Tutto questo per me è stato un grande aiuto, che ho cercato di utilizzare abbastanza di frequente, il lunedì ogni 15 giorni circa.
Nel tempo, ho avuto l’opportunità di utilizzare la casa e le sue potenzialità anche per favorire le attività relative ai gruppi che seguo. Ho organizzato gli esercizi spirituali per ministri istituiti e gli incontri zonali dei preti e dei diaconi associati all’UAC. Mi sembra poi che la posizione e la centralità territoriale della casa possa essere utile anche per quelle attività di collaborazione inter-diocesana che stanno per avviarsi in Romagna, specialmente in questi ultimi anni. I miei auspici sono che la struttura possa continuare ad essere aperta, attiva, disponibile.
Essendo un’oasi (individuale o di gruppo, in senso fisico o spirituale) suggerisco di mantenere la presenza di missionari disponibili anche per gli ospiti che entrano in casa, quindi, oltre ai servizi che i Saveriani possono offrire fuori, per i gruppi e le parrocchie vicine. La presenza dei Saveriani nella casa di San Pietro in Vincoli comporta certamente la cura dell’ambiente, le necessità dell’accoglienza, ma sarebbe più completa nell’offrire anche alcune proposte spirituali, organizzate o informali.
Conoscendosi ogni volta di più, ci si avvale della preparazione dei Saveriani, dell’esperienza missionaria, della loro sensibilità spirituale e del loro servizio per i sacramenti o la direzione spirituale. Avere un luogo vivace in ordine alla missione, spiritualità e umanità, mi sembra una grande risorsa, che nel resto della Romagna è difficile trovare (don Massimo Goni).
La Chiesa cattolica in India rappresenta un esempio straordinario di unità nella diversità, articolandosi in tre distinte Chiese autonome (sui iuris) in piena comunione con il Papa. Questi tre riti - Latino, Siro-Malabarese e Siro-Malankarese - convivono spesso nel medesimo territorio, ciascuno con la propria gerarchia. La Chiesa Latina, che conta circa il 78,3% dei fedeli, ha visto la sua espansione moderna con l’arrivo dei portoghesi nel 1498. La Chiesa Siro-Malabarese (19,7%) affonda le sue radici nella missione dell’Apostolo San Tommaso nel 52 d.C. La Chiesa Siro-Malankarese (2%) si è unita alla comunione cattolica nel settembre del 1930 grazie al “Movimento di Riunione”, guidato da Mar Ivanios. In questo mosaico, la figura di San Francesco Saverio, giunto in Asia nel 1542, è stata fondamentale per consolidare il rito latino, specialmente a Goa e sulla costa della Pescheria, attraverso l’istruzione e l’ardore missionario. È in questo contesto di ricchezza spirituale che si inserisce il mio cammino.
Sono un presbitero dell’Arcidiocesi di Thrissur, in Kerala, appartenente al rito Siro-Malabarese. Sono arrivato in Italia tra il 2018 e il 2019 per offrire assistenza spirituale alla comunità indiana nell’ambito della Missione Apostolica Siro-Malabarese, in collaborazione con la diocesi di Forlì-Bertinoro. Per sei anni, ho vissuto presso la Casa della Carità di Bertinoro, servendo diverse parrocchie locali e curando allo stesso tempo la nostra missione, che abbraccia oltre 60 famiglie di origine indiana residenti tra Forlì, Ravenna e Faenza.
Eravamo soliti riunirci ogni domenica a Forlimpopoli e Lagona, ma l’ombra della pandemia di COVID-19 ha reso ogni incontro difficile a causa delle restrizioni. In quel periodo di isolamento e smarrimento, il Vescovo saveriano mons. Giorgio Biguzzi, allora rettore della comunità di San Pietro in Vincoli, ci è venuto incontro con cuore aperto e ha… aperto le porte della casa dei Saveriani per la celebrazione dell’Eucaristia. In questo modo, ha offerto alla nostra comunità un raro e prezioso rifugio di fede proprio nel momento in cui ne avevamo più bisogno. La sua gentilezza resterà scolpita nei cuori di tutti. Affidandomi le chiavi di casa, mons. Giorgio ha trasformato una dimora silenziosa in un santuario di speranza e appartenenza. Non ci siamo sentiti ospiti, ma parte di una famiglia.
Al termine dei miei sei anni di servizio missionario nella diocesi di Forlì-Bertinoro, mi sono trovato nell'incertezza su dove risiedere per concludere il mio dottorato in bioetica. Anche in quel momento delicato, la comunità dei Saveriani mi ha offerto un’accoglienza costante. Questo rifugio è stato per me un segno tangibile della Provvidenza divina e dell’amore di Dio. La grazia della vostra ospitalità ha profondamente trasformato il mio cammino. Senza la bontà trovata qui, avrei probabilmente fatto ritorno in India con un ricordo molto più malinconico della mia esperienza italiana. Far parte di questa comunità saveriana è stato un dono immenso, che ha nutrito la mia fede e illuminato il mio percorso spirituale di amore e speranza.
La mia sincera preghiera è che questa casa possa continuare a servire la Diocesi come centro di formazione spirituale e di vita contemplativa, offrendo ai singoli e ai gruppi quegli spazi di silenzio e di orientamento necessari per nutrire lo spirito e scoprire nuovi orizzonti nel cammino verso il Signore (don Joseph Binoy Chittilappilly).






