Nella nostra cappella una Prima Messa di P. Faustino
Padre Faustino Turco, 30 anni appena compiuti, dieci anni fa era con l'ultima classe di studenti della nostra Casa. Durante i cinque anni di permanenza a le/arino, - tra l'altro, collaborò con gli insegnanti di catechismo a Trivignano, - con gesti di servizio e di squisita generosità ha saputo tessere amicizie che lo hanno accompagnato al sacerdozio ed ora lo sostengono nella sua missione del Congo. Frequentò i corsi di Teologia in Cameroun, tre anni fa fu ordinato sacerdote e ripartì subito per il Congo. Quella che ha celebrato per il gruppo degli Amici Saveriani aveva quasi il profumo di una "Prima Messa". Ecco come l'ha vissuta una delle sue antiche conoscenze.
Giovedì, 15 novembre, ore 16.00 - Nella cappella dei missionari Saveriani di Zelarino sta per iniziare la santa Messa che si celebra ogni terzo giovedì del mese, con la partecipazione di amici e parenti dei missionari e di varie persone provenienti da diverse parrocchie della zona, tutte unite nella preghiera per le vocazioni e per le missioni. Oggi presiede l'Eucarestia un giovane missionario, p. Faustino, per pochi mesi in Italia, poi partirà di nuovo per il Congo, a Kitutu nella foresta, dove ha vissuto quest'ultimo anno, dopo aver condiviso per due anni tensioni e difficoltà in città a Bukavu.
La cappellina si riempie; tutti i posti a sedere sono occupati. I fiori preparati per la celebrazione, oggi, sono particolarmente belli. Padre Faustino lo nota e ringrazia. Si prega per i martiri ed anche per tutti i nostri morti. Padre Faustino esprime la partecipazione al mistero che sta celebrando, oltre che con le parole, anche con l'atteggiamento, con la sua persona.
Dall'omelia si capisce come per lui vita e Vangelo sono intrecciati insieme, così che il Vangelo parla della vita e la vita trae significato dal Vangelo. Il brano di oggi, tratto da Luca, capitolo 17, è particolarmente significativo.
"Il Regno di Dio è in mezzo a voi" e "Ma prima deve soffrire molto". Mi sembra di vedere i luoghi, le situazioni del Congo: le domeniche le chiese affollate di gente, specialmente da gruppi giovanili; cantano con entusiasmo, pregano con devozione, per un momento hanno dimenticato la paura di dover scappare, che li attanaglia tutti gli altri giorni. Ora ringraziano il Signore per la vita, invocano il dono della pace, della concordia, del perdono, invocano il ritorno del loro Pastore, il vescovo Emmanuel Kataliko, allontanato dalla sua diocesi di Bukavu per motivi politici.
Al vescovo è permesso di rientrare dopo oltre sei mesi di esilio; ma la gioia di centinaia di migliaia di persone dura solo pochi giorni, perché il cuore di mons. Kataliko non resiste alle emozioni e alle sofferenze subite, e anche lui muore testimone della verità e della carità di Cristo, come 4 anni prima era morto martire il suo predecessore, mons. Christophe Munzihirwa, ucciso vicino alla sua cattedrale.
Mi si stringe il cuore. Padre Faustino affida al Padre la capacità di compensare adeguatamente chi in vari modi lo ha aiutato e l'aiuterà. Che il Signore lo benedica e lo rafforzi. Durante le prossime celebrazioni mensili ci accompagnerà il ricordo della sua testimonianza e anche la sua presenza sarà più viva in mezzo a noi.






