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Il 24 marzo 1980 è stato assassinato l'arcivescovo di San Salvador mons. Oscar Romero, mentre celebrava l'Eucaristia. Dal 1993 il Movimento giovanile missionario ha scelto il 24 marzo come data simbolo per celebrare la giornata dei martiri.

Un ramo d'ulivo nel cesto  

Quest'anno la veglia è stata celebrata nella chiesa di San Cristo, con la guida di p. Rosario. Alcuni gesti significativi hanno dato ai presenti la possibilità di riflettere sul senso della fedeltà al vangelo che dall'Eucaristia trae la forza per testimoniare e amare fino al martirio.

Hanno accompagnato la liturgia due proiezioni: la prima sui martiri giapponesi beatificati lo scorso 24 novembre a Nagasaki, e l'altra, "Se il chicco di grano non muore...", sulla tragica uccisione dei saveriani p. Ottorino Maule e p. Aldo Marchiol e della laica Katina Gubert, nel 1995 a Buyengero in Burundi.

Nel corso del 2008, venti uomini e donne - missionari, sacerdoti, laici e religiosi - hanno dato la vita per coerenza al vangelo. La lettura dei loro nomi è stata accompagnata dal gesto di deporre un ramo d'ulivo in un cesto ai piedi del Crocifisso. Siamo tutti consapevoli che queste persone, nei vari continenti, sono solo le immagini più visibili di una drammatica realtà di martirio diffuso. Migliaia di cristiani vivono ogni giorno situazioni di sofferenza: dall'India alla Cina, dal Libano al Sudan, dal Kivu alla Colombia...

"Restiamo con voi!"

Il cristiano - per la grazia ricevuta con il battesimo - è testimone di un Dio che, nella persona di Gesù, confonde i grandi della terra, mette in crisi le strategie degli ingannatori di libertà, pace e solidarietà. Il Figlio di Dio, infatti, indossa il grembiule e non esita a servire.

Egli è la luce che precede il cammino di ogni cristiano. Squarciando il velo del tempio con la sua morte, Gesù svela il volto vero di Dio misericordioso, che sempre ci perdona e ci invita a fare altrettanto, per essere suoi figli.

Tutti questi martiri non hanno fatto conto della propria vita. Il missionario che accetta il vangelo come punto di riferimento, sa di dover offrire se stesso, affinché il cammino della riconciliazione possa continuare e il perdono cancelli il dramma eterno dell'odio.

I martiri continuano a ricordarci che l'annuncio del vangelo è sempre impregnato di sofferenza e di sangue.

Il martire saveriano p. Ottorino Maule poco prima di morire scriveva: "La notizia che gli europei debbano abbandonare il Burundi ha spaventato la nostra gente. Un ragazzo mi ha chiesto: è vero che ve ne andate? No, gli ho risposto. Noi abbiamo deciso: restiamo con voi".



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