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LA PAROLA

12 Dopo aver riflettuto, Pietro si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e pregavano. 13Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era. 14 Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c’era Pietro. 15 “Tu vaneggi!”, le dissero. Ma ella insisteva che era proprio così. E quelli invece dicevano: “è l’angelo di Pietro”. 16 Questi intanto continuava a bussare e, quando aprirono e lo videro, rimasero stupefatti. 17 Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: “Riferite questo a Giacomo e ai fratelli”. Poi uscì e se ne andò verso un altro luogo. (At 12,12-17)


Dopo aver fatto uccidere di spada l’apostolo Giacomo, fratello di Giovanni (12,2), Erode Agrippa ha imprigionato Pietro, per ottenere il consenso popolare. Siamo poco dopo il 40, nei giorni di Pasqua. A dispetto dei suoi progetti, però, Pietro si ritrova miracolosamente libero in piena notte. Dove andare?

Il suo pensiero va a quella casa conosciuta e frequentata, dove i nuovi discepoli di Gesù si riunivano per ascoltare la testimonianza degli apostoli, spezzare il pane (della vita eterna e della vita terrena) e pregare. È la casa di Maria, aperta giorno e notte a questa comunità di gente che crede che colui che fu crocifisso pochi anni prima è stato da Dio risuscitato e costituito Signore dell’universo e Salvatore. In nome suo affrontano il rischio di credere, incontrarsi e condividere.

Maria non è povera: la sua casa, dotata di un cortile e di una porta esterna, è abbastanza spaziosa per accogliere un gran numero di persone; ha almeno una domestica, la giovane Rode, o Rosa, dal senso del nome greco. Credere in Gesù risorto per Maria ha voluto dire spalancare le porte di casa, senza temere furti, disagio, disturbo. E cresce in questo ambiente quel suo figlio ancora adolescente, Giovanni Marco, che si apre al fascino di Gesù e familiarizza con Pietro. Poi, con ogni probabilità, sarà lui ad accompagnarlo, ormai vecchio, per le strade dell’impero, fino a trasmettercene la testimonianza nel primo Vangelo.

Al centro dell’episodio c’è però un’altra donna, Rode, la giovane domestica, anch’essa credente in Gesù, come rivela la sua gioia. È lei che corre alla porta quando sente bussare, come è suo dovere. Lei che sente la voce conosciuta e subito non ha dubbi: è Pietro! Colui per il quale la comunità sta pregando notte e giorno è alla porta! Troppo grande è la sua gioia e il desiderio di trasmetterla alla comunità ansiosa, e subito corre a darne notizia: Pietro è alla porta!

Certo, Rode capì, in quel momento, quello che dovette provare Maria di Magdala il mattino di Pasqua. Non viene creduta: c’è chi la considera fuori di senno e chi pensa che si tratti di uno spirito. Come un giorno Gesù apparve direttamente ai suoi, ora è Pietro in persona che deve insistere a bussare, far sentire la sua voce perché gli aprano e si aprano i loro occhi e il loro cuore. Allora le parole si moltiplicano, ma non quelle di Pietro. Ora egli li invia a informare Giacomo, responsabile della chiesa di Gerusalemme, e i fratelli, prima di proseguire il suo cammino. Rode è la sorellina della serva di Naaman.

Rode è la rappresentante di tutto un popolo di piccoli ai quali appartiene il Regno perché sono i primi ad accoglierlo in semplicità. Loro, che quotidianamente contano su Dio, sanno che fa meraviglie e sono pronti a lasciarsi sorprendere da lui. Per questo Dio ha bisogno di passare da loro per dirsi al mondo.

Forse è nei loro occhi che possiamo ancora oggi cogliere l’annuncio e bere la certezza della Pasqua: è risorto! La speranza prende corpo nella storia, una vita nuova è possibile, per noi e per il mondo. E se è possibile, perché non osarla?



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