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Una ragazzina di 12 anni si è gettata dal balcone della sua cameretta, al secondo piano. Non è morta per miracolo. Ai soccorritori ha detto: "Non me la sentivo di tornare in classe". Sulla scrivania due bigliettini, uno per i genitori, "Scusatemi", uno per i compagni di classe, "Ora sarete contenti".

Questa volta, lascio la parola a Bianca, una giovane di Lecce, che ha scritto un pensiero esemplare.

Quindici anni fa, quando anch’io avevo 12 anni, ero già altissima e non mi facevo mancare niente: occhiali, apparecchio, busto per la schiena. Ero un po' più infantile delle mie compagne, non mi interessavano trucchi né ragazzi. Al liceo stessa storia, pensavo allo studio più che ad altro; ero un po' chiusa nel mio mondo fatto di musica e ho sofferto anche io per le prese in giro dei miei compagni. Sono stata vittima di bullismo (cattiverie e frasi irripetibili), ma sono sempre rimasta me stessa, e oggi a 27 anni sono fiera di ciò.

Allora, cara bambina (a 12 anni si è ancora bambini, per me), con le fratture nel cuore prima che sul corpo, perché non cerchi qualcosa che ti dia la forza di andare avanti? Non la trovi? Chiedi aiuto! Chiedere aiuto non è da deboli, piangere non è da deboli.

Ci sono tante persone che ci vogliono bene "a prescindere", in primis la nostra famiglia, non vergognarti di chiedere una mano a loro, per cambiare classe o scuola. Sono sicura che ti aiuteranno. Sei viva, cara bambina, e se la vita ha deciso che oggi non era il tuo momento significa che tu sei in grado di superare questo ostacolo.

Magari sarai una capra in matematica, come me, ma riderai e ti divertirai quando farai il primo viaggio da sola, dormirai in spiaggia, ti comprerai il primo paio di scarpe con i soldi di un lavoretto estivo. Sarai felice quando supererai gli esami di maturità, farai l'amore per la prima volta, prenderai la patente e dovrai iscriverti all'Università. Sarai emozionata nel giorno del tuo matrimonio e quando il tuo test di gravidanza sarà positivo. Ricorderai questi giorni con tenerezza quando sarai nonna e stringerai forte al petto i tuoi nipoti, raccontando loro la tua storia di donna”. 

Sulla scia di quanto accaduto, la 1ªA dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce ha dato vita a un nuovo progetto chiamato “MABASTA!”. Oltre ad essere un’esplicita esclamazione, è anche un acronimo che sta per “Movimento anti bullismo animato da studenti adolescenti”. I ragazzi hanno creato un logo, aperto una pagina su facebook (www.facebook.com/mabasta.bullismo) e stanno lavorando alla realizzazione di un sito internet. Hanno lanciato una campagna con piccoli video-spot e fotografie realizzati in proprio, in cui ci mettono la faccia nel dire “Ma basta!”. Spiegano:

“Siccome i prof ci dicono sempre che è molto meglio fare qualcosa anziché semplicemente parlarne, allora ci siamo chiesti cosa potevamo mettere in piedi di concreto per tentare di frenare il fenomeno del bullismo. Crediamo di poter dare una mano sia ai “bullati”, spingendoli a tirare fuori le loro storie, che ai “bulli”, perché, secondo noi, forse sono proprio loro che ne hanno più bisogno”.

In un mondo in cui tutto parla di morte e disperazione, in città dove la cocaina porta a uccidere amici (?) per… vedere l’effetto che fa, in questo marzo dal sapore di resurrezione, leggere certi incoraggiamenti e iniziative è una boccata d’ossigeno, perché il bene esiste, perché prevale il desiderio di vivere, di “darsi da fare”, di sporcarsi le mani per gli altri, rischiando in prima persona.

Perché solo vivendo si può scoprire… l’effetto che fa. Buona Pasqua!



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