Mozambico, la concretezza dei piedi
Con l’indipendenza dal Portogallo, nel 1975, il Mozambico, guidato dal filo russo Frelimo (Fronte di liberazione del Mozambico), entra in una guerra civile che durerà 15 anni. Contro, c’era il movimento di opposizione Renamo (Resistenza nazionale del Mozambico), filo occidentale e sostenuto dal Sud Africa. La guerra ha causato un milione di morti, due milioni e mezzo di rifugiati, quattro milioni di sfollati interni su una popolazione che nel 1990 contava circa 14 milioni di abitanti. L’accordo di pace si raggiuge nel 1992, dopo 27 mesi di mediazione, grazie all’intervento della Comunità di Sant’Egidio in sinergia con il governo italiano e la collaborazione dell’Onu. Le elezioni nel 1994 sono vinte dal Frelimo, da allora al potere. I saveriani arrivano in Mozambico nel marzo 1998. Trovano un Paese prostrato dalla guerra. Le missioni erano state interamente distrutte. La chiesa aveva subito persecuzioni e contava pochissimi presbiteri. Nel settembre 2019 papa Francesco si è recato in Mozambico per sancire la riconciliazione, finalmente raggiunta un mese prima tra i leader dei due movimenti Frelimo e Renamo. Quest’ultimo, infatti, non aveva mai completamente disarmato i suoi membri. Ma la pace non ha ancora la sua dimora nel Paese.







