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Armonie musicali dal mondo

Ha chiuso i battenti la mostra degli strumenti musicali "Niambè sunamm cu te", allestita presso la casa dei missionari saveriani di Salerno dal 24 febbraio al 31 marzo. All'iniziativa hanno partecipato anche i laici saveriani, tanti giovani e l'università degli studi di Salerno.

Hanno fatto da guide agli alunni delle elementari, medie e superiori e ai gruppi di catechismo di perse parrocchie della città e provincia. A tutti è stata offerta l'occasione per comprendere usi, costumi e tradizioni dei cinque continenti, grazie alla musica e alle danze di tanti popoli geograficamente lontani, ma che il ritmo della musica ha reso vicini.

Canta la vita

Il cuore di tutta la mostra sono stati sicuramente gli oltre 100 strumenti musicali, provenienti soprattutto dal continente africano. Ci hanno trasmesso l’armonia che la musica instaura tra i popoli... Protagonista della mostra è stato proprio "Niambè", un dio africano che, usando materiale "naturale", costruì uno strumento - la sanza - che gli permise di unire tutti i popoli al ritmo di musica.

Il percorso della mostra prevedeva varie tappe. All’inizio i ragazzi e i giovani visitatori venivano invitati a imparare una canzone "composta" da un bambino africano, Dieudonné (che significa Donato da Dio). Nonostante fosse nato con perse malformazioni (venuto al mondo senza mani e senza piedi), il bambino ideò un brano dal titolo "Canta la vita". Il canto è un ringraziamento al Signore per il dono della vita e un invito a cantare insieme.

Percorso in cinque tappe

La seconda tappa era la testimonianza di un missionario. Padre Nazareno, padre Silvano e i laici saveriani si sono resi disponibili per parlare della propria esperienza in missione.

La terza tappa era la visita guidata nella sala della mostra, allestita con gli strumenti dei persi popoli.

La quarta tappa, quella che metteva più in difficoltà i maschietti, era la danza. Alcuni animatori insegnavano le danze di vari paesi del mondo, incluse le danze greche e hawaiane.

Dopo aver fatto un giro virtuale nel mondo in 10 minuti, grazie a un video di suoni, immagini, colori, usi e costumi di persi popoli dei cinque continenti, i visitatori entravano nell'ultima tappa: il laboratorio. Questo momento consisteva nel costruire strumenti con materiale riciclato: tappi, bottiglie e scatolame vario…

Era un percorso certamente bello e articolato, che ha risvegliato in tutti grande entusiasmo e partecipazione.

Alle circa 4mila persone di ogni età che hanno visitato la mostra, auguriamo di aver colto il messaggio che per noi era principale: "fare del mondo una sola famiglia". Lo auguriamo soprattutto a ragazzi e ragazze della nuova generazione.



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