Vicenza, i martedì della missione
Con la conferenza di mons. Bruno Maggioni, la sera del 20 marzo si è concluso il ciclo di conferenze dei "martedì della missione", iniziato in novembre. Il programma prevedeva due incontri mensili di lezioni bibliche e testimonianze sulla speranza cristiana oggi. Tutti gli incontri hanno avuto una buona affluenza di attenti ascoltatori. Visto l’esito felice, è certamente un’iniziativa da ripetere anche nei prossimi anni.
Chi è il cristiano vero?
Il tema dell’ultima conferenza era "la differenza cristiana". Mons. Bruno ha messo in luce il significato di essere cristiano nel contesto attuale. La premessa è stata che i cristiani sono come gli altri, pur essendo persi. Cioè devono essere cristiani non solo la domenica, ma anche in famiglia, al lavoro, in vacanza, al bar... I veri cristiani sono persi rispetto al modo abituale di ragionare del mondo; sono persi anche da quelli che ostentano la fede.
Nel cristiano è presente un "paradosso del perso": per loro, la novità assoluta è la Parola di Dio.
Mons. Maggioni ha inpiduato alcuni punti che identificano il cristiano. Il primo è l’amore di Dio, incarnato nell’uomo. Il secondo è la visione del mondo: noi assomigliamo a Dio e Dio a noi. Il terzo è la tentazione di dare spettacolo, come Cristo sul pinnacolo del tempio ("buttati giù..."), possibilmente davanti a molta più gente, magari con ripresa televisiva.
In quale Dio crediamo?
Un’altra domanda provocatoria che mons. Maggioni ha posto ai presenti è stata: "in quale Dio dobbiamo credere?". Le risposte sono perse. Al Dio di Gesù, che è vissuto in modo anonimo a Nazareth; al Dio che non scende dalla croce; al Dio della verità, non a un trionfatore. Il cristiano deve mettere al primo posto l’idea speciale di Dio, l’uomo Gesù che accoglie il peccatore con un messaggio rivoluzionario e nuovo: "Ti sono rimessi i peccati... va e non peccare più".
È sbagliata la concezione "mondana" che vede in Dio un Padre passivo. Il cristiano deve avere un modo perso di pensare Dio.
Noi cristiani crediamo in Dio che ama infinitamente ogni uomo e tutta l'umanità. Gesù Figlio di Dio è morto per tutti, anche per i musulmani; Allah no.
Il mondo inpidualista
La verità cristiana si testimonia, ma non può essere imposta; è universale, ma gratuita. Concede in dono la libertà di credere, ma non costringe alla fede. Il cristiano non teme la persecuzione o l’emarginazione. C’è da dubitare di una religione senza ostacoli, che vada bene per tutti i gusti.
Il cristiano crede alla regalità di Gesù: "Sono re, ma non di questo mondo". È un re che non è fatto per comandare, ma per testimoniare la verità. La verità più grande è quella dell’amore: la verità dell’amore rende l’uomo veramente libero. Per questo il cristiano è sempre pronto ad aiutare il prossimo, senza lasciarsi andare a facili condanne.
Concludendo, mons. Maggioni ha fatto notare che il mondo di oggi è attraversato da un inpidualismo esasperato. L’uomo si trova incompiuto e insoddisfatto. Allora cerca di rimediare, cambiando strada, senza accettare i propri limiti, da cui invece dovrebbe ripartire.








