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Missioni Notizie: Cina, Congo, Amnesty

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In Cina, libertà religiosa condizionata

l Nuovi regolamenti. Dallo scorso 1 marzo il governo cinese ha varato nuovi regolamenti sulle religioni che avranno validità in tutta la nazione che intende garantire la libertà religiosa, l’armonia fra le religioni e nella società. Si tratta comunque di una libertà religiosa condizionata: aprire luoghi di culto, strutture educative e attività religiose è possibile solo se si è registrati presso gli uffici competenti.

Tra le novità dei nuovi regolamenti c’è la condanna degli abusi di potere da parte dei responsabili locali o dell’ufficio affari religiosi. Sequestri, imposizione di tasse o imprigionamenti mossi da interessi personali saranno comportamenti punibili secondo la legge. Altra novità è la capacità degli enti religiosi di acquistare proprietà: cristiani, buddhisti, taoisti eccetera potranno possedere terreni o edifici. Per il resto non ci sono grandi cambiamenti: le comunità religiose non devono influenzare l’educazione statale, possono produrre libri e oggetti, ma devono smerciarli solo nei luoghi religiosi.

La Cina non vuole fare delle vere leggi sulle religioni per non riconoscere loro un diritto ad esistere; con i regolamenti il governo vigila sulle attività religiose, conservandosi il diritto di sopprimerle quando vuole.

Un libro per capire. Sulla libertà religiosa e le difficili condizioni dei cristiani in Cina, il cardinale Echegaray ha scritto il libro, “Verso i cristiani in Cina” ed. Mondadori, che traccia un bilancio della delicata situazione. Almeno 19 vescovi e 18 sacerdoti sono attualmente agli arresti o sono in isolamento forzato, con il divieto di essere visitati da parenti, preti e suore. Alcuni di loro sono stati condannati a 3 o 4 anni di rieducazione forzata attraverso il lavoro: oltre alle fatiche del lager devono sopportare lezioni di politica e un lavaggio di cervello.

Tutti gli arrestati fanno parte della cosiddetta “chiesa clandestina”, formata da cattolici che riconoscono l’autorità religiosa del Papa.

Campagna olimpica. L’agenzia di stampa Asianews e altri enti cattolici nel mondo hanno lanciato una campagna per la liberazione dei vescovi e dei preti arrestati. La richiesta viene inviata all’Anp e al Comitato olimpico internazionale; la Cina, infatti, ospiterà le olimpiadi del 2008. La campagna chiede alla Cina che si prepari all’evento liberando chi soffre per la libertà religiosa.

Tutti possono partecipare inviando messaggi e-mail agli indirizzi: xwzx2005@peopledaily.com.cn (Anp) o 2008@beijing-olympic.org.cn (Comitato olimpico).

Congo: insegnanti senza salario

Il 22 febbraio gli insegnanti congolesi hanno organizzato una marcia nazionale per ricordare al governo di transizione la drammatica situazione delle scuole nel Paese. Gli insegnanti, infatti, non ricevono alcun salario dal governo e sono costretti a gravare sui genitori che per 15 anni hanno dovuto sobbarcarsi il peso di racimolare un onorario che permettesse agli insegnanti di continuare nel loro servizio. Il governo non ha preso alcun provvedimento in merito e a metà anno scolastico gli insegnanti sono scesi in strada per protesta.

Anche a Bukavu, hanno sfilato per le strade della città, nonostante i 35 gradi, in silenzio, con un copricapo nero e una candela in mano, in segno di lutto. In silenzio, hanno atteso davanti al palazzo del governatore che è apparso per dire che condivideva le loro rivendicazioni, ma che ogni decisione dipendeva dal governo centrale di Kinshasa. Gli insegnanti sono tornati a casa a mani vuote; ma hanno promesso di continuare a fare pressione presso il governo per ottenere una garanzia di salario.

Una storia speciale: Amnesty contro le ingiustizie

A Oxford è morto l’avvocato inglese Peter Benenson, fondatore nel 1961 di Amnesty International, movimento impegnato nella lotta contro le ingiustizie e in favore dei diritti umani. Fin da giovane Benenson s’era schierato dalla parte dei più deboli. A 16 anni coinvolge i compagni di scuola per sostenere gli orfani della guerra civile spagnola.

Dopo aver studiato a Oxford, si arruola nell’esercito inglese, ma lascia le forze armate per iniziare la professione legale. Il sindacato inglese lo invia in Spagna dove denuncia le inadempienze legali dei processi contro alcuni sindacalisti, contribuendo alla loro assoluzione. Segue altri casi simili a Cipro, in Ungheria durante i fatti del 1956, e in Sudafrica. Il successo di questi interventi gli procurano una reputazione internazionale tanto da fondare l’organizzazione “Justice” (Giustizia).

Nel 1961 su un settimanale di Londra, pubblica un articolo intitolato “I prigionieri dimenticati”, lanciando una campagna in aiuto di tutte le persone arrestate per motivi d’opinione. L’adesione di migliaia di persone convince Benenson a trasformare quella campagna in un movimento globale per i diritti umani. Da quel giorno, il logo del movimento, una candela con filo spinato intorno, diventa un simbolo universale di speranza e libertà.

In occasione dei 25 anni di Amnesty, Benenson aveva detto: “Questa candela non brucia per noi, ma per tutte quelle persone che non siamo riusciti a salvare dalla prigione, che sono state uccise, torturate, rapite, scomparse”.



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