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Dopo la tua esperienza missionaria in Brasile Nord e Sud che idea hai oggi della missione?

Quando si parte per la prima volta si sognano tante cose, anche successi. Sembra che tutto ciò che programmerai andrà in porto. La realtà però non è questa. Arrivando sul posto in un primo momento ci si sente smarriti, è tutto diverso da quanto immaginavi. Si ridiventa come bambini, perché è necessario lasciar da parte la nostra forma mentis per aprirsi al nuovo, con gioia. E scopri che l’altro ha sempre qualche cosa che non conosci, da dirci e da darci.

La missione è un condividere reciprocamente ciò che si è e si dà.

Che cosa è più urgente nella missione?

Ho riflettuto più volte su questo: è la vita! La vita nella sua totale dignità e pienezza. Ancora oggi, nonostante il Brasile sia un Paese libero, la dignità umana è calpestata dai grandi. Siamo tutti figli di Dio, e in quanto tali, abbiamo bisogno di sentirci fratelli e uguali in dignità, nel possesso ed anche nell’essere. In missione poi, penso sia necessario che ci guardiamo dai settarismi, dalle divisioni, dalle sicurezze, dal sentirsi più degli altri e voler decidere e programmare per loro, dalle paure. Tutto questo ci toglie la gioia di vivere, ci impedisce di essere davvero per, con gli altri.

Qual è il tuo impegno oggi?

Arrivando nel Brasile Sud dal Nord tre anni fa, mi è stato chiesto un lavoro di animazione missionaria. Era nuovo per me e mi sentivo sprovveduta. Ho pregato, osservato, studiato, mi sono preparata, fiduciosa nell’aiuto del Signore. Dopo qualche mese ho cominciato a lavorare in Diocesi nel settore missionario. Il Vescovo mi diceva: "Questa è ancora una piccola Chiesa, esistente da poco, ma già vorrei che fosse viva nella sua interiorità, che avesse lo spirito missionario che arriva a tutti, che anima tutti e li fa testimoni di una vita secondo il pensiero di Cristo". Così mi sono trovata a condividere il mio ideale missionario, suscitando interesse per una missionarietà, fatta di testimonianza ed annuncio, che si proietti anche oltre le frontiere geografiche del proprio Paese.


  • Elena Bicego, Saveriana.


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