Mio cugino p. Gaetano Filisetti
Dall’omelia del funerale a Villa di Serio.
Padre Gaetano e io siamo cugini, figli di due sorelle. Due famiglie numerose le nostre: 17 e 13 figli! Quando padre Gaetano, già missionario, si recava a casa, percorreva a piedi il lungo tragitto da Ponte Seghe a Bani di Ardesio, passando da casa mia a Marinoni, e si fermava per qualche ora. In una di quelle circostanze mi chiese: "Vuoi diventare missionario?". Io, non so con quale criterio, ho risposto che "sì, volevo essere missionario come lui". E così è stato.
La fede, gran dono di Dio
Ordinati sacerdoti, p. Gaetano partì per il Giappone, e io per l'Africa: due luoghi molto lontani, anche culturalmente. Ci vedevamo ogni tanto, ma qualcosa mi è rimasto di quegli incontri, ed è ciò che voglio condividere con voi, partendo proprio da quelle convinzioni che erano parte della sua "struttura" missionaria.
Era convinto che la fede è un dono di Dio, e questo dono va offerto a tutti gli uomini e le donne del mondo: è il comando di Gesù. Questo dono di Dio deve penetrare profondamente nell'essere umano e rinnovarlo. Il successo missionario non si misura dal numero di battesimi, ma dalla capacità del vangelo di trasformare le persone. Proprio per questo p. Gaetano aveva scelto il Giappone, dove era rimasto per 25 anni.
Missionario, amico di tutti
Suo primo impegno è stato l'apprendimento della lingua e della cultura, perché diceva, "il vangelo va inculturato". Avvicinava i giapponesi innanzitutto per ascoltarli. Aveva creato attorno a sé una grande rete di amicizie che è durata per il resto della vita: molti giapponesi sono venuti in Italia a trovarlo. La sua amicizia era con tutti, convinto che la missione di Gesù si rivolge a tutti indistintamente.
La sua missione aveva un punto fermo di riferimento: Gesù Cristo. Egli sentiva che non poteva essere testimone delle proprie idee o convinzioni, ma esclusivamente di Cristo. Perciò comunicava la Parola evangelica, annunciando la fraternità umana e la paternità di Dio. Quando tornava in Italia dal Giappone, si riforniva dei migliori libri, per tenersi aggiornato anche culturalmente.
Continuiamo la sua missione
Vogliamo accogliere un messaggio: padre Gaetano ha dedicato la sua vita a testimoniare Gesù. Egli chiede a ciascuno di noi di continuare la sua missione, di non avere vergogna di testimoniare Cristo e di parlare di lui, soprattutto attraverso uno stile di vita "diverso". Sul suo esempio, dobbiamo avvicinare tutti, con senso di rispetto, con amicizia e tenerezza, perché la fede è dono di Dio, e noi sentiamo il privilegio di averla ricevuta.
Per essere ancora vicino alla sua gente, con cui ha condiviso la fede e la missione, p. Gaetano ha voluto che i suoi resti mortali riposino al suo paese di origine, a Bani di Ardesio. Ora dal cielo, egli preghi per noi e per le nostre famiglie, perché possiamo conservare gelosamente la fede ricevuta, come un gran dono di Dio.








