Mille e una voce con i giovanissimi
Quando si lascia una realtà, non è facile continuare le attività che si svolgevano, qualcuno aggiungerebbe che sarebbe addirittura impossibile. Invece, a Macomer, nonostante la casa saveriana sia stata donata alla diocesi di Alghero-Bosa, ciò non ha impedito di realizzare anche quest’anno il campo giovanissimi, organizzato dai saveriani.
Inizialmente, si sarebbe dovuto trattare di un campo nazionale. Alla fine, per difficoltà nel raccogliere adesioni da parte dei giovani del continente, è stato un campo per i giovanissimi sardi. I ragazzi arrivavano da Macomer e Cagliari. Realizzare questo campo è stato possibile grazie alla presenza dei giovani animatori di Macomer, che lo hanno pubblicizzato e organizzato. Essi si sentono parte della famiglia saveriana, riconoscenti per la formazione che lungo questi anni hanno ricevuto da parte di tanti missionari che hanno condiviso un pezzo di cammino con loro.
Il tema del campo era quello della voce e del grido. Nella nostra vita, sono mille le voci che ascoltiamo e che cercano di “guidarci” la nostra vita. In mezzo a tutte queste voci, ci parla anche Dio, che si fa presente attraverso le persone che incontriamo, le situazioni che viviamo ogni giorno. Per questo, è importante imparare a riconoscere, tra tanti rumori, la voce silenziosa, ma presente, di Dio.
Questa esperienza è stata anche un’occasione preziosa per riflettere sulla presenza dei saveriani in Sardegna, sul lavoro fatto lungo questi anni a Macomer e sulla difficoltà di continuare a seguire questa realtà, ora che si è presenti come comunità soltanto a Cagliari. Tuttavia, la carica e il coraggio di questi giovani animatori ci spinge a ben sperare che un futuro diverso da come ce lo aspettiamo è possibile… Quanto è stato seminato produrrà i suoi frutti: se sono state seminate rose, nasceranno rose, se sono stati seminati rovi, cresceranno rovi. Il tempo ci aiuterà a capirlo!







