Skip to main content

Dieci giorni con i migranti, a Siracusa

Condividi su

Non avrei mai immaginato che la lettura di un articolo del giornale della mia città avrebbe cambiato il mio modo di pensare e di relazionarmi con le persone. Tra le numerose iniziative organizzate dai saveriani per l’estate del 2018, venivano proposti 10 giorni in Sicilia con i migranti. Senza pensarci troppo e quasi inconsciamente decido di aderire e il 25 luglio, con uno zaino in spalla, sono all’aeroporto di Bergamo.

Non so bene cosa succederà una volta atterrata, ma sono con altri ragazzi: Gabriele, Anna e Luisa. Non ci conosciamo, ma iniziamo questo viaggio insieme. A Catania incontriamo Elisa, Francesco, Giacomo, Lucia, p. Alberto e p. Franco, i due fantastici saveriani. A Siracusa siamo accolti da suor Terezinha, delle suore scalabriniane. Entro sera ci raggiunge anche l’ultimo compagno di avventura, Alfonso, e la squadra è al completo. Trascorriamo i primi due giorni al centro Caritas di Siracusa, dove incontriamo anche i fratelli maristi. Al terzo giorno ci spostiamo nel centro di prima accoglienza “Oasi Don Bosco”.

Vengo subito sorpresa dalla gioia con cui i ragazzi migranti (dai 18 ai 35 anni circa) ci accolgono. Subito iniziamo a cantare, ballare, suonare strumenti musicali e scattare fotografie insieme. Sui loro visi sono presenti sorrisi, gioia ed emozione perché, finalmente, qualcuno riesce a fargli dimenticare parte del loro dolore. Provengono da paesi diversi, come Gambia, Mali, Nigeria, Pakistan, Marocco. Parlano lingue diverse, ma è proprio questa diversità ad incuriosirci e ad avvicinarci sempre di più. Trascorriamo 5 giorni insieme, mangiando gli uni vicino agli altri, suonando la chitarra, pregando insieme, giocando, colorando le pareti del centro e sporcandoci il viso con le tempere. Conosciamo Idris, Famoussa, Salih, Waqas, Entisham e moltissimi altri, ma soprattutto ascoltiamo le loro storie e i loro sogni.

Abbiamo conosciuto anche gli operatori del centro: Giuseppe, Giorgio, Susy, Jessica, Mauro, Giancarlo, Paolo e Jamal, che ci raccontano la bellezza e la fatica del loro lavoro; Stefania, l’avvocato che si occupa delle pratiche giuridiche; infine Tancredi e Chiara, i responsabili del “Don Bosco”. Vediamo con i nostri occhi quella realtà di cui si parla tanto in televisione. Non vediamo numeri, ma persone che portano le cicatrici del loro lungo viaggio sulla pelle, che portano la sofferenza sul volto, ma la speranza negli occhi. Ci rendiamo conto che sono nostri fratelli, bisognosi di aiuto.
È stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, insegnandomi ad andare oltre le apparenze, i pregiudizi e anche le notizie, non sempre veritiere. Ho imparato quanto un sorriso sia contagioso, quanto sia bello donare perché, come dice papa Francesco, “è la diversità a farci più ricchi”.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2675.87 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2013
Abito a San Pietro Mussolino (VI), ho 28 anni e sono insegnante. Nel mese di agosto ho avuto il privilegio, insieme a otto giovani amici tra cui una…
Edizione di Marzo 2007
Buona missione, "uagliò"... - È buona notizia: padre Giuà in Bangladesh Rione Petrosino - Salerno, parrocchia san Paolo, 10 febbraio: più di trecent…
Edizione di Giugno 2001
Un piccolo seme Oristano : 3 dicembre 1985, S. Francesco Saverio La nostra "Madre Terra", la Sardegna, ci ha accolte con una splendida giornata di…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito