Messaggio dalle chiese: ''La questione riguarda tutti''
Tornato in Italia dalla visita ai confratelli saveriani del nord Brasile, mi trovo immerso nelle vicende private, vere o inventate, di noti personaggi della politica e della società italiana. Sono troppi gli interessi in ballo per sbilanciarsi nel giudizio. Neppure credo che si tratti solo di vicende italiane: le sollevazioni popolari in vari paesi del nord Africa hanno come sottofondo gli stessi ingredienti, legati alla gestione dei soldi e del potere.
Voglio riflettere su di noi, a partire da questa vicenda e dall'affermazione dei vescovi italiani che "la questione morale riguarda tutti". "Tutti", quindi anche noi! La prima riflessione che mi viene in mente è che le vicende in questione toccano, in una spirale infernale, le tre concupiscenze fondamentali dell'uomo: piacere sfrenato e nelle forme più abiette, sostenuto dalla ricchezza e dal legame strettissimo tra soldi e potere.
Alcuni analisti fanno notare che il vero scandalo sta nel fatto che l'opinione pubblica non arriva più a scandalizzarsi; c'è una cultura che ha perso la bussola e non sa più definire cosa è bene o male. Oggi diventa bene ciò che mi procura piacere, mi dà soldi (meglio se tanti e facili), e mi permette di fare quello che voglio indipendentemente dagli altri. Altri criteri non esistono. Lo scandalo cioè sta nella società italiana in generale e nella perdita di punti di riferimento forti e condivisi.
Sessualità, denaro e potere, sono tre realtà buone, ma ambigue e pericolose, se non vengono evangelizzate e se l'uomo è lasciato a se stesso. I voti religiosi sono testimonianza di valori diversi, un mondo alternativo che i missionari offrono ai loro contemporanei. Da qui, l'importanza e l'attualità della nostra testimonianza oggi, indipendentemente dal numero dei testimoni e dal fatto che essa sia accolta o meno. È questo il nostro compito in una società crepuscolare e piena di rumori assordanti.
Gesù ha ancora ragione. Ciò che sta succedendo ci aiuta a spiegare le beatitudini, a partire dalla concretezza della vita: "Beati noi! Guai a noi!".








