Messaggi dalle chiese: Dal Nepal
Un invito... particolare
Mons. Anthony Sharma, vicario apostolico del Nepal, riceverà l’ordinazione episcopale agli inizi di maggio. Il gesuita nepalese ha 70 anni e ha seguito fin dagli inizi lo sviluppo della chiesa in Nepal.
Nel 1951 i gesuiti in India accettarono l’invito dell’allora sovrano del Nepal a estendere i loro servizi educativi in territorio nepalese. I missionari hanno lavorato con pazienza e dedizione, sebbene agli inizi le condizioni non fossero favorevoli. Anche se la gente sembrava gradire la presenza dei missionari cristiani, ai preti e alle suore venne proibito di predicare apertamente.
Oggi i cattolici sono più di seimila e il numero dei cristiani tocca il milione. Dalla promulgazione della Costituzione del Nepal, nel 1991, sono riconosciute le libertà inpiduali e anche la libertà per ogni cittadino di scegliere la propria religione.
La Chiesa gode di un’ottima immagine nel paese, sia da parte dei leader politici, sia fra la gente.
I nostri servizi sociali sono molto apprezzati e a volte espressamente richiesti. Gli sforzi che compiamo per migliorare la vita delle donne e per la loro alfabetizzazione hanno avuto un forte impatto. L’assistenza ai disabili fisici e mentali è molto stimata e i servizi sanitari curano molte persone. Per questo, la Chiesa è benvoluta da tutti.
Speriamo che il paese possa andare avanti unito e pacificato. Speriamo che vengano eliminate le discriminazioni di casta, fede, razza o condizione sociale. Soprattutto speriamo nella crescita di una classe politica che sappia guidare il paese verso lo sviluppo e la prosperità, non badando a interessi particolari o ad ambizioni personali.
Invito in Nepal altre congregazioni religiose, per aiutare la crescita culturale spirituale di questa comunità.
Occorre che lavoriamo per far sorgere vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa.








