Messaggi alle chiese: La missione è un cantiere
La riflessione di Benedetto XVI all’Angelus di domenica 22 ottobre, sembra riecheggiare l’esperienza missionaria e spirituale di san Francesco Saverio e del beato Conforti.
La missione, se non è animata dall’amore, si riduce ad attività filantropica e sociale. Per i cristiani, invece, valgono le parole dell’apostolo Paolo: “L’amore del Cristo ci spinge” (2 Cor 5, 14). La carità che mosse il Padre a mandare il suo Figlio nel mondo, e il Figlio ad offrirsi per noi fino alla morte di croce, quella stessa carità è stata riversata dallo Spirito Santo nel cuore dei credenti. Ogni battezzato, come tralcio unito alla vite, può così cooperare alla missione di Gesù, che si riassume in questo: recare a ogni persona la buona notizia che “Dio è amore” e, proprio per questo, vuole salvare il mondo.
La missione parte dal cuore: quando ci si ferma a pregare davanti al Crocifisso, non si può non sperimentare dentro di sé la gioia di sapersi amati e il desiderio di amare e di farsi strumenti di misericordia e di riconciliazione.
La missione parte sempre da un cuore trasformato dall’amore di Dio, come testimoniano innumerevoli storie di santi e di martiri, che con modalità differenti hanno speso la vita al servizio del vangelo.
La missione è dunque un cantiere nel quale c’è posto per tutti: per chi si impegna a realizzare nella propria famiglia il Regno di Dio; per chi vive con spirito cristiano il lavoro professionale; per chi si consacra totalmente al Signore; per chi segue Gesù Buon Pastore nel ministero ordinato al popolo di Dio; per chi, in modo specifico, parte per annunciare Cristo a quanti ancora non lo conoscono.
Ci aiuti Maria Santissima a vivere con rinnovato slancio, ciascuno nella situazione in cui la Provvidenza lo ha posto, la gioia e il coraggio della missione.








