Skip to main content
Condividi su

Caro direttore,
leggo con piacere i tuoi articoli e li apprezzo per i valori evangelici che propongono in un'ottima critica, necessaria perché le parole oggi esprimono pensieri differenti o anche contrapposti. Basta pensare a “missioni di pace”, “operatori di pace”, “martiri”...

A proposito di “martiri della fede”, nella mia diocesi stanno cercando di canonizzare gli 800 martiri di Otranto, uccisi dai turchi nell'invasione del 1480. Un relatore sosteneva che questa proclamazione sarà possibile a breve, dato che il 20 novembre sono stati beatificati Anacleto Flores e sette compagni del Messico che “versarono il loro sangue per Cristo”.

Sembra abbiano combattuto con le armi, prima di morire per amore di Cristo. Personalmente ritengo che chiunque usi le armi agisca contro il vangelo di Gesù, che invita a dare la vita per i propri nemici, così come lui stesso ha fatto, rifiutando ogni atto di forza, anche quello di difesa (“rimetti la spada nel fodero”).

Credo che la chiesa debba solo proporre come santità quella di Charles de Foucauld, dei monaci di Tibirine, di frère Roger, di Romero e di coloro che hanno solo amato fino a perdere la propria vita. Tu cosa ne pensi?

Filippo , Cursi (LE)


Caro Filippo,

gli 800 di Otranto, decapitati sul colle della Minerva dal generale turco Ahmed Pascià il 14 agosto 1480, - da quanto si racconta - hanno preferito morire piuttosto che rinnegare la fede in Cristo e diventare musulmani, come invece aveva fatto il prete che si era salvato rinnegando la fede cristiana e li incitava a pervertirsi. Il carnefice Berlabei, invece, sull'esempio dei martiri, si convertì a Cristo e per questo fu subito “impalato”. Il mandante era il sultano Maometto II, che morì a soli 52 anni, prima di combinare altri guai: aveva imposto l'islam nei Balcani e in Turchia e sembra avesse in mente di conquistare Roma e l'Italia. Poco dopo, il figlio del sultano assassinò anche Ahmed Pascià, il carnefice dei martiri di Otranto.

Vuoi sapere cosa ne penso? Premetto subito che nessun martire vuole morire, ma difendere la vita, propria e altrui. Piuttosto che uccidere, si fa uccidere. I martiri cristiani “subiscono” il martirio come la massima malizia e peccato dell'uomo e offrono ai carnefici il massimo dono del perdono.

Penso che gli 800 di Otranto hanno tutti i carismi del martirio cristiano. Come anche i 13 martiri del Messico, scelti tra coloro che mai hanno usato la violenza delle armi. Sono milioni i cristiani “fatti fuori” nel corso dei secoli. Tutti hanno già ricevuto la canonizzazione da Colui che ha detto: “Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita”.

Sono d'accordo con te: ogni violenza - non solo quella armata - è contro il vangelo di Gesù. Charles de Foucauld, Ignazio di Loyola, Francesco d'Assisi e tanti altri avevano usato le armi. Voglia il cielo che tutti gli uomini armati si ravvedano e diventino santi apostoli della vita, come loro!

  • p. Marcello Storgato, sx.


Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2722.24 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2022
Per l'annuale ricorrenza della Festa del Fondatore dei Saveriani, con gli “Amici del Cinquenovembre”, presso il Centro Studi Confortiani Saveria…
Edizione di Aprile 2022
Sono le donne le protagoniste indiscusse della Pasqua. Il venerdì abitano sole il perimetro sotto la croce: mamma Maria, Maria di Magdala…
Edizione di Marzo 2018
Si terrà dal 3 al 28 ottobre il Sinodo che papa Francesco ha voluto dedicare ai giovani. Un’occasione per ascoltare soprattutto chi non frequenta la…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito