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Non solo statistica. Nel 2023 ha portato il maggior numero di condanne a morte da quasi un decennio, ma eseguite dal minor numero di Paesi mai registrato. Lo afferma Amnesty International nel suo ultimo Rapporto. Le informazioni non ufficiali riguardano quelle nazioni in cui i governi non rendono pubblici i dati, come la Cina. Segnali positivi ci sono dall’abrogazione in Malesia, in Pakistan per alcuni reati e in Ghana. La lotta alla pena di morte sembra portare qualche risultato. E in Africa la mortalità infantile (bambini fino ai 5 anni), ha raggiunto il suo minimo storico. I progressi sono stati tanti, ma c’è ancora molto da fare.

p.6 Somalia Egitto accordop.6 cartinaRegioni in tensione. L’accordo militare tra Egitto e Somalia allarma l’Etiopia che annuncia: “Non possiamo rimanere inerti mentre altri attori prendono misure per destabilizzare la regione”. E con l’Egitto è in corso un aspro contenzioso per via della diga sul Nilo (Grand Ethiopian Renaissance Dam) considerata dal Cairo come una minaccia alla propria sicurezza idrica e alimentare. E la Somalia è un Paese a sua volta in difficili rapporti con l’Etiopia per l’accordo navale militare di quest’ultima con la regione secessionista del Somaliland: una base per avere accesso sul mare in cambio del riconoscimento di Stato sovrano e indipendente. Allo stesso tempo l’Egitto entra in collaborazione/competizione con la Turchia altro grande sponsor della Somalia, con la quale ha firmato accordi militari e navali: sicurezza in cambio di diritti di sfruttamento delle risorse offshore.

Regioni in tensione/2. Il conflitto nel Mar Rosso tra Houthi e Israele, dieci anni di guerra civile e l’enormità dei bisogni umanitari che non riescono ad essere soddisfatti hanno trascinato lo Yemen in una crisi umanitaria drammatica. E le prime vittime, sia delle guerre interne che esterne, sono sempre i civili.
Il Libano, dalla guerra civile del 1975 in poi, non ha mai conosciuto pace e stabilità. Ma dal 7 ottobre 2023 e dall'inizio della guerra a Gaza e Israele, considerato il conflitto con Hezbollah, la situazione è diventata infernale in tutto il Paese, con una paralisi economica e politica. Il Libano è da quasi due anni senza Presidente, carica che nel sistema libanese spetta ai cristiani e rappresenta un simbolo di convivenza e rispetto della pluralità. Anche il governo si è dimesso e i ministeri si occupano solo degli affari correnti. I giovani cercano rifugio e un futuro migliore all’estero. La paura regna ovunque e su tutti.

Brasile e indios. Tra il 2022 e il 2023 gli omicidi di indigeni, così come i suicidi e la mortalità infantile all’interno delle comunità, sono aumentati. È quanto si evince dal rapporto del Consiglio Indigenista Missionario (CIMI), organismo della Conferenza episcopale brasiliana impegnato nella difesa dei popoli originari. Alle morti si devono aggiungere 273 casi di invasione delle terre da parte dei cacciatori di risorse e oltre 1200 di danni al patrimonio. La gran parte degli episodi si concentra in Amazzonia dove più feroce è la lotta per accaparrarsi le materie prime. La violenza contro le popolazioni indigene in Brasile è un problema complesso con radici profonde: deforestazione, invasione dei territori e criminalità organizzata sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono a questo fenomeno.

MSF's new chartered ship, the M/V Geo Barents in Fiskarstrand shipyard Norway getting ready to sail.Non soccorrete! Le autorità italiane hanno emesso un provvedimento di fermo amministrativo di 60 giorni nei confronti della Geo Barents, la nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere (MSF), per presunte violazioni delle norme di sicurezza marittima. Il provvedimento di fermo è stato emesso a seguito di diverse operazioni di salvataggio avvenute nelle prime ore del mattino del 23 agosto nel Mediterraneo centrale, in cui la Geo Barents non avrebbe fornito informazioni tempestive al Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano (MRCC) e avrebbe messo in pericolo la vita delle persone. MSF respinge queste accuse, che si basano su informazioni fornite dalla Guardia costiera libica. Sanzionati per aver salvato vite umane in mare!

L’iniziativa

Il Sinodo continua

p.6 Instrumentum laborisÈ in corso la seconda sessione della XVI Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema “Per una Chiesa Sinodale: comunione, partecipazione, missione” che è stata preceduta dall’Instrumento Laboris. Il testo, intitolato “Come essere Chiesa sinodale missionaria”, si pone in continuità con l’intero processo sinodale iniziato nel 2021 e aggiornato agli esiti degli incontri dell’ultimo anno. In una sezione si parla anche della partecipazione delle donne (e degli uomini laici) alla vita della Chiesa. Sulla base di ciò che esprimerà la prossima assemblea sinodale sarà elaborato un documento finale relativo a tutto il processo finora compiuto, che offrirà al Papa orientamenti sui passi da compiere e sulle modalità concrete per farlo.

Le voci dalla missione

Sciopero armato in Colombia e clima

Lo stallo dei negoziati di pace e la crisi di dialogo tra l'Esercito di liberazione nazionale (Eln) e il governo fanno precipitare la Colombia in una spirale sempre più stretta di violenze. L'Eln ha infatti proclamato uno “sciopero armato” nella regione che si affaccia sull’oceano Pacifico (Dipartimento del Chocó). Per sciopero armato si intende un coprifuoco permanente con annesso il blocco di ogni attività. La Chiesa locale ha alzato la voce, ha espresso solidarietà e si è rivolta ai guerriglieri che stanno seminando paure: “Tutto ciò che si ottiene con la forza e le minacce rimane finché durano la forza e le minacce; se è un abuso di potere quando i forti si approfittano dei deboli e quando i ricchi si approfittano dei poveri, è un abuso di potere anche quando persone e gruppi armati si approfittano di persone disarmate. State tutti distruggendo ciò che dite di voler costruire. La guerra non è mai stata una soluzione. Ha sempre portato solo mali maggiori. Le persone non devono morire. Le persone non devono essere confinate, perché nessuno può togliere loro la libertà”.
Le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali denunciano che i migranti climatici potrebbero diventare un miliardo entro il 2050. Per questo, è stato lanciato un “Appello planetario all’azione per la resilienza ai cambiamenti climatici”, il cui primo firmatario è papa Francesco. Il documento di denuncia, che chiama chi ci governa a intervenire senza indugi, è stato redatto da un gruppo internazionale di ricercatori, leader religiosi, politici e capi di città, Paesi, governatorati e province riuniti a maggio in un vertice. “L’inazione umana di fronte al rapido cambiamento climatico è immorale”, afferma l’Appello, che denuncia anche come i progressi siano ostacolati da una crescente disinformazione. Infatti, inquinamento, inondazioni, siccità, ondate di caldo portano malattie, morti premature, mancanza di sicurezza alimentare, sanitaria e sociale, migrazioni. E quasi 4 miliardi di persone vivono in aree altamente sensibili agli effetti del cambiamento climatico (Luca Frildini)

Una storia speciale

Librerie mobili

p.6 librerie mobiliSe non ci sono le biblioteche, o non sono raggiungibili, che sia tramite un bus o un asino, sono i libri che arrivano direttamente ai lettori. Succede in alcune zone dell’Africa come Nigeria e Zimbabwe, dove hanno preso corpo negli ultimi anni alcuni progetti di librerie mobili per consentire, soprattutto ai più piccoli, di imparare e di non perdersi il piacere della lettura. Leggere è un diritto e un piacere universale. Non sempre però i libri sono raggiungibili o accessibili, specialmente nelle aree rurali del continente, dove non ci sono biblioteche o l’unica presente è troppo lontana da raggiungere. Per superare questo problema realtà come iRead in Nigeria o Libraries and Resources Development Program in Zimbabwe stanno facendo la differenza, specialmente per i libri dell’infanzia. Proprio in Zimbabwe, squadre di quattro asini tirano carri appositamente progettati per trasportare i libri. Un passaggio ecologico ed economico, migliore delle biciclette perché i carri riescono a contenere più libri.



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