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Il termine martire vuole dire Testimone. Tertulliano diceva: “Il martirio dei cristiani è il seme dei nuovi cristiani”. Il martirio è una grazia, un segno della libertà suprema come afferma Oscar Romero: “Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia un seme di libertà e il segno che la speranza sarà presto realtà”.

Non esisterà un momento in cui la Chiesa vivrà senza il martirio. Se non c’è il martirio la Chiesa si deve interrogare sulla sua dimensione profetica. Ricorda papa Francesco: “Sempre ci saranno i martiri tra noi: è questo il segnale che andiamo sulla strada di Gesù” (udienza dell’11 dicembre 2019).
Il cristiano si schiera dalla parte dei poveri e degli ultimi rinnegando, perciò, tutto ciò che è contrario al vangelo: ogni forma di povertà, di miseria, di esclusione, di disuguaglianza sociale, di discriminazione o di emarginazione che disumanizza l’Uomo. Quando la persona umana è disumanizzata nella sua dignità, quale posizione prendo? Mi impegno oppure sono indifferente?

Schierarsi dalla parte degli ultimi implica la possibilità di pagare con la propria vita: nella famiglia, sul luogo di lavoro, sulla metro/treno, nelle università. Tutti siamo esposti al martirio se prendiamo sul serio il nostro essere discepoli di Cristo, che possiamo misurare leggendo con serietà la Fratelli Tutti. Papa Francesco ci invita a vedere le ombre di un mondo chiuso, a imitare il buon samaritano (Lc10) che apre gli occhi su ogni fratello abbandonato, per creare un mondo aperto e per coniugare il valore dell’identità locale con il valore dell’umanità universale. Questa amicizia implica l’educazione alla cultura del dialogo e dell'incontro tra credenti di diverse religioni e culture.

Sono fermamente convinto che donne, uomini laici e religiosi subiscano umiliazioni e persecuzione perché hanno trovato l’autore del senso della loro vita: è Gesù Cristo che si riflette nei piccoli. Come diceva Nelson Mandela: “Ho accarezzato l’ideale di una società libera e democratica, in cui tutti possano vivere insieme in armonia e con le stesse opportunità. È un ideale che spero di vedere realizzato, e vivrò abbastanza a lungo. Ma se sarà necessario, è un ideale per cui sono pronto a morire”. Perché, chi non ha un ideale per morire non ne avrà uno per vivere.



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