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Devozione principale che anima i cristiani del Brasile è quella nei confronti della Beata Vergine Maria. La Madonna la sentiamo madre, più vicina alla nostra vita, al nostro, a volte ingarbugliato quotidiano. Approfittando della presenza di p. Sandro Zanchi, arrivato in Italia per la scomparsa del papà, gli chiediamo di scrivere qualcosa sulla sua esperienza missionaria in Brasile Sud. 

al Zanchi SandroLa Madonna Aparecida è fondamentale per la vita del cristiano brasiliano. Mentre vi scrivo è il 1° maggio ed è impossibile non pensare alla Santa Vergine. Sappiamo che è Gesù il Redentore, ma è attraverso la Vergine Maria che possiamo più agilmente arrivare a Lui, al suo dolcissimo cuore al quale è dedicato il mese di giugno. Si può dire che arriveremo, attraverso la sollecitudine del cuore di Maria, al Sacro Cuore di Gesù, sorgente viva della Misericordia, da cui sgorgano sangue e acqua, segni del battesimo e dell’Eucaristia, cioè dei sacramenti attraverso i quali Dio rinnova e purifica l’anima.

Nel cuore della fede cristiana, la figura della Vergine Maria non è solo quella di una madre silenziosa e contemplativa, ma anche di una donna profondamente missionaria, cioè colei che annuncia la salvezza di Gesù. Fin dall’inizio della sua storia, Maria si presenta come colei che accoglie la grazia e immediatamente la trasforma in dono per gli altri. 
L’episodio della visita a santa Elisabetta (Lc 1,39-45) è forse l’icona più chiara di questo slancio missionario: dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo, Maria “si mise in viaggio in fretta” verso la casa di Elisabetta. Non trattiene per sé il mistero che porta in grembo, ma lo condivide. Porta Cristo agli altri, diventando così la prima missionaria della storia cristiana. 
Maria è totalmente disponibile alla volontà di Dio. Il suo “Eccomi” (Lc 1,38) non è un momento isolato, ma uno stile di vita. È un che si rinnova ogni giorno, fino ai piedi della croce, dove diventa madre dell’umanità intera. 

Nel tempo della Chiesa, Maria continua ad accompagnare la missione dei credenti. È stella dell’evangelizzazione, come la definiva papa Paolo VI, perché guida i cristiani a portare Cristo nel mondo con umiltà e coraggio. Oggi più che mai, in un mondo segnato da solitudini e ferite, Maria invita ogni credente a vivere una fede in movimento, che si fa incontro, ascolto, servizio. Essere missionari, sul suo esempio, significa portare Cristo nei gesti quotidiani, nelle relazioni, nei luoghi di vita. 
Nossa Senhora Aparecida - conosciuta anche come Maria Madonna Aparecida - è una delle figure più significative della spiritualità cristiana in Brasile, con un forte profilo missionario che ha segnato la fede e l’identità del popolo brasiliano. Ogni anno, 13 milioni di fedeli si recano nella città di Aparecida dove sorge il grande santuario dedicato alla Vergine.

al basilica Madonna AparecidaSecondo la tradizione, l’immagine della Madonna Aparecida fu trovata nel 1717 da tre pescatori nel fiume Paraíba. Dopo il ritrovamento, la pesca divenne abbondante: questo episodio fu interpretato come segno della presenza e della provvidenza di Maria. Da quel momento, la devozione si diffuse rapidamente tra la gente semplice, diventando un simbolo di speranza. 
La dimensione missionaria di Maria Aparecida si manifesta nella vicinanza ai poveri e agli ultimi. L’immagine, piccola e scura, richiama la solidarietà con gli schiavi e le classi emarginate del Brasile coloniale. È una Madonna incarnata nella realtà del popolo. 

Evangelizzazione popolare. La sua devozione si è diffusa non attraverso strutture ufficiali, ma tramite la fede vissuta quotidianamente nelle famiglie e nelle comunità. 

Unità del popolo. In un paese segnato da divisioni sociali e culturali, Aparecida è diventata un punto di riferimento comune, capace di unire diverse etnie e tradizioni. 

Invio alla missione. Maria, come nel Vangelo, non trattiene per sé la grazia ricevuta, ma spinge i credenti ad annunciare Cristo. 
Maria Aparecida continua ad essere una figura missionaria, perché richiama la Chiesa ad uscire verso le periferie, vivere una fede concreta e incarnata, promuovere giustizia, dignità e fraternità. 

Fino a questo punto, la somiglianza con la devozione mariana della nostra gente da quando ho memoria e anche dai discorsi dei nonni è evidente. Con la Grande Guerra, i giovani andavano al fronte con al collo la medaglietta della Madonna miracolosa. In quei tempi, la maggioranza della gente viveva spesso ai limiti della sopravvivenza, ma la presenza della Madonna è evidente attraverso il santo Rosario, recitato spesso nelle stalle perché d’inverno era l’unico luogo caldo. Allora, si pregava la Madonna per la salute di un malato, si raccomandava qualche figlio al fronte e si pregava per altre necessità. Era l’aggrapparsi alla Madre del Cielo, che aveva conosciuto il patire nelle sue più crudeli forme, a sostenere quelle vite. La Madonna era sempre sulle labbra e nel cuore di molti. Portava forza, coraggio, conforto e anche uno sperare ad oltranza, perché del suo cuore di Madre ci si fidava fino in fondo. 

È così anche per la mia gente del Brasile. Se molti di noi, attorniati dalla sicurezza del nostro benessere e del progresso, si sono dimenticati di lei, il cristiano brasiliano continua questa filiale fiducia in Maria, perché sa che le cose di questo mondo sono caduche e di breve durata. Ciò che conta è aver messo il cuore là dove tarlo o ruggine non lo consumano, là dove i ladri non possono rubarlo. Dunque, la figura di Maria Aparecida non è solo un simbolo devozionale, ma una vera “missionaria” che guida il popolo brasiliano verso Cristo attraverso la semplicità, la vicinanza e la speranza.



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