Maria in Africa: Colei che libera dai ribelli
A Kavimvira, la Regina del lago Tanganika
Con l'indipendenza dal Belgio, proclamata nel 1960, il Congo-Zaire non trova pace. Durante gli anni dei disordini (1960-64) i saveriani, arrivati nel Kivu il 28 ottobre 1958, restano ai loro posti di missione. Ma nel 1964 la situazione diventa disperata. Uvira è al centro della guerra civile. I mulelisti fanno strage in città e fanno prigionieri tutti i missionari (15 maggio 1964). La casa del vescovo è trasformata in prigione.
Mons. Danilo Catarzi. consacrato vescovo nel 1962, e una ventina di persone tra missionari, suore e laici, restano ostaggi per sei mesi. Sono minacciati, umiliati, percossi, condotti davanti al plotone di esecuzione, accusati di spionaggio. La loro liberazione avviene il mattino del 7 ottobre 1964, festa della Madonna del Rosario.
Ma nel mese successivo, il 28 novembre, nelle missioni di Baraka e di Fizi, sono assassinati fr. Vittorio Faccin, p. Luigi Carrara, p. Giovanni Didonè e l'abbé Joubert. Altri due saveriani, p. Lorenzo Camorani e p. Giuseppe Veniero, sono bloccati dai ribelli nella missione di Nakiliza e la loro prigionia dura trenta mesi. Le missioni sono saccheggiate e lasciate nell'abbandono.
La diocesi di Uvira è ferita gravemente, ma non è morta. Già dal 1966 pian piano riprende vita. Padre Carlo Catellani fonda e dirige il centro catechistico; p Domenico Milani è l'anima dell'Istituto superiore di Pedagogia; mons. Catarzi lancia l'apostolato biblico e le comunità cristiane viventi. A Kavimvira viene eretto il primo santuario della regione, dedicato a "Nostra Signora del lago Tanganika". La costruzione è diretta da fr. Giuseppe Scintu, con la collaborazione di fr. Guglielmo Saderi.
Il santuario è stato voluto da mons. Danilo Catarzi e dai saveriani, in riconoscenza alla Madonna per la liberazione dalle mani dei ribelli. L'avevano promesso alla Madonna in tempo di pericolo, e... ogni promessa è un debito.








