Lui e Lei medici e genitori
Trapiantati con i bambini in Uganda
L’esperienza è di qualche anno fa, ma la testimonianza è tuttora viva. Pippo Ciantìa e Luciana Bassani, medici varesini (igienista lui, internista lei) trapiantati in Uganda nel lontano 1980, marito e moglie dallo stesso anno, non ci tengono proprio a essere presentati come eroi, fosse pure del laicato missionario.
Eppure i fatti per descrivere i personaggi non mancano. Basterebbe ricordare la permanenza di Pippo a Kitgum, separato da Luciana e dai loro bambini, nel periodo di massima tensione nel nord Uganda dopo l’avvento al potere di Museveni, quando i distretti di Gulu e Kitgum erano zone di operazioni militari contro la guerriglia. Oppure quell’episodio della vita di Luciana coinciso con la nascita del quarto figlio, quando prese a balia il neonato di una donna del posto malata di Aids allo stadio terminale.
E del resto, il semplice fatto che i due sposi abbiano messo al mondo sei figli (i cui nomi di battesimo iniziano tutti, rigorosamente con la lettera M, a sottolineare la forte devozione mariana della coppia) nell’Uganda di Obote e Museveni suona più eloquente di qualunque discorso sulla gratuità, sulla famiglia Chiesa domestica e sulle sue potenzialità missionarie.
In realtà la storia di Pippo e Luciana, famiglia missionaria, non si capisce se non alla luce anche della loro appartenenza ad un movimento: tutte le decisioni sono state prese, tutti i "gesti" sono stati compiuti in comunione con altri; il giudizio sul da farsi è sempre nato da una coscienza più grande di quella dei singoli, da un’unità fra persone.
Così i due non si sono mai trovati soli: nella Kitgum assediata dell’88 con Pippo c’erano altri, italiani e ugandesi, che condividevano la stessa appartenenza e lo stesso giudizio sulla situazione. La disponibilità di Luciana verso i malati di Aids non è espressione di estemporanea generosità personale, ma partecipa della carità operativa di un gruppo di persone, bianchi e neri, che hanno dato vita al Meeting Point, un’opera di carità che si indirizza ai bisogni umani dei malati.
Oggi Luciana fa soprattutto la mamma, mentre Pippo è un dirigente d’ufficio ugandese dell’Unicef.
Ma l’avventura continua, affascinante come all’inizio.








