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Lo spigolo della mistica: Il Cantico delle Creature

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L'evangelista Giovanni viene simbolicamente rappresentato con il segno dell'aquila proprio per la celebre pagina che apre il suo Vangelo e che meglio in gloria del ciel noi canteremo. Come mio solito cerco di individuare un'idea che mi pare "utile" e mi sforzo, per così dire, di girarci attorno e di accarezzarla: sì, perchè se le idee non si approfondiscono ruminandole, e se non si accarezzano amandole, rimangono superficiali e inutili, perchè l'uomo non fa ciò che non ama e gusta.

E c'è in questa pagina giovannea, una frase che mi pare molto profonda; dice: "... tutto ciò che ha vita, nel Verbo era vita...". A questa fa eco un'altra pagina di Paolo: "Tutto ciò che ha ragione di vita-progresso-funzionamento-sviluppo, in Cristo sussiste-persiste".

Nell'immensa scala dell'essere, dal cielo carico di stelle alla Divina Commedia, dall'ultimo modello di ferro da stiro, all'astronave: tutto ciò che il mondo contiene di buono-bello-onesto, non è che una delle infinite emanazioni, che preesistevano nel Verbo e che, per mezzo dell'intelligenza umana, si sono fatte visibili e che Cristo, incarnandosi, ha benedetto-redento-santificato.

Se questo è vero, com'è verissimo, tutte le creature che vediamo e ascoltiamo, che gustiamo e tocchiamo, diventano un Sacramento della bontà-sapienza-grandezza del Dio Creatore, perchè sono, come le chiamerebbe Tommaso, "Voce del Verbo e Verbo del Verbo e sono sacre in se stesse". Quando infatti una realtà visibile nasconde un'altra invisibile diventa "sacramento" di essa: ogni Creatura sotto il suo involucro "visibile" nasconde la sapienza-bontà-grandezza di Dio.

Con questa mentalità di fede, il mondo o, per usare il termine più esatto, il "cosmo" diventa, o meglio, "deve" diventare come un infinito e mirabile Sacramento o come una divina tastiera preparata dalla sapienza di Dio per l'uomo affinchè canti il mirabile Cantico delle Creature.

"Dio - canta la Bibbia - pose il suo sguardo sopra la mente dell'uomo, per mostrare ad essa la bellezza delle sue opere, perchè ne descrivesse la magnificenza e ne lodasse il suo santo nome". L'intelligenza umana vedendo e toccando, ascoltando e gustando, risponde come ad una "provocazione", alle armonie sonore e alle poesie dilettevoli, ai panorami splendidi e alle macchine perfette, esclamando quasi estasiato: "Ti lodo, Ti adoro, Ti ringrazio, mio Dio!".

E con questo cantico l'uomo diventa quello che "deve" essere secondo il pensiero di Dio "il" vero re e dominatore del creato.

E siamo al cosiddetto "Cantico delle Creature", di cui l'elemento risolutore e costitutivo è appunto il "grazie!", al punto che se, per disgrazia, ci si dimentica, la creatura si ribella contro l'uomo stesso, lo ubriaca e lo avvelena, lo schiavizza e lo abbruttisce; e il turismo e le ferie e le macchine diventano un "male": sì, un "male", perché non più l'uomo che comanda alla Tv, ma la Tv che comanda l'uomo, che diventa suo miserabile-nudo-povero zimbello.



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