Libro su p. Piero Calvi, Il grande missionario cremonese
Rientrato dall’Indonesia in Italia per un breve periodo di riposo, ho saputo della pubblicazione di un libro su padre Pieto Calvi, famoso missionario saveriano della Bassa cremonese, morto nel 1998.
Il libro, scritto da p. Ettore Fasolini, è intitolato “Un pirata di Dio”. Il sottotitolo spiega meglio: “Le avventure di padre Piero Calvi tra i nativi delle Mentawai”.
Adesso lo conosco meglio
Incuriosito dal fatto che il libro parla proprio delle Mentawai, il piccolo arcipelago di isole in cui mi trovo a lavorare da cinque anni, ho iniziato a leggerlo con entusiasmo. A dire la verità, anche un pizzico di campanilismo mi spingeva alla lettura, essendo anch’io cremonese come p. Piero.
Già prima di partire per la missione nelle Mentawai, conoscevo padre Piero Calvi, ma solo per nome e per fama. Avevo anche partecipato al suo funerale a Corte de’ Frati, proprio qualche giorno prima di lasciare l’Italia. Una volta arrivato nelle Mentawai, ho sentito tanto parlare di lui nel ricordo affettuoso dei confratelli missionari e della gente.
Ora, leggendo la sua storia missionaria attraverso il bel libro di padre Fasolini, ho avuto modo di conoscere padre Piero con maggior profondità: una persona ricca di umanità, di fede e di slancio missionario.
Il coraggio dei pionieri
Dopo alcuni anni vissuti a Sikabaluan, pur nella precarietà e isolamento che ancora oggi caratterizza la vita alle Mentawai, non oso immaginare quali siano state le difficoltà e le prove vissute dai missionari pionieri, che hanno avuto i primi contatti con quella cultura tradizionale così distante dall’occidente.
Solo uomini di grande fede in Dio e di sincero amore per l’umanità hanno potuto iniziare quest’opera missionaria nel completo isolamento, nella povertà, tra pericoli e incognite. Senza parlare delle difficoltà di creare dei rapporti con una cultura che gli antropologi definiscono “neolitica”.
Un consiglio: leggetelo!
Consiglio a tutti di leggere questo libro, per conoscere l’animo e la fede di un uomo che, pur nella semplicità del carattere, è diventato uno dei fondatori di una missione cattolica così interessante e unica. Consiglio di leggere il libro anche a chi semplicemente desidera conoscere e amare la gente delle Mentawai, pur non avendo la possibilità di viverci insieme, come abbiamo la fortuna di fare noi missionari.
Sono certo, anche voi rimarrete meravigliati nel conoscere questo missionario e la sua gente. E dopo averlo conosciuto, fatelo conoscere anche ad altri. Magari regalando loro una copia del libro.








