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Cari amici, grazie a tutti coloro che continuano ad sostenere il nostro lavoro, in particolare al gruppo missionario parrocchiale e alla onlus “Naluggi” di Gonars, agli amici di San Daniele del Friuli, agli “Amici del terzo mondo” della Svizzera, al centro missionario di Udine, che ha finanziato la costruzione di alcune casette ai piedi del vulcano Merapi dopo la disastrosa eruzione. Infine, grazie a chi si ricorda dei nostri fratelli bisognosi e invia il proprio contributo per completare le iniziative portate avanti nella nostra missione.

Con i giovani e i poveri

Personalmente, sono molto impegnato tra i giovani, oltre che con gli aspiranti alla vita missionaria. Seguo il movimento Choice, che s’interessa di sviluppare l’individuo attraverso la relazione con l’altro, soprattutto in famiglia. Prima di Pasqua ho partecipato a due fine-settimana con un centinaio di giovani... Spero che lo Spirito Santo continui a operare in loro e non sia stato solo l’entusiasmo di un momento.

Il triduo di Pasqua, invece, l’ho trascorso con la Comunità Sant’Egidio a Jakarta. Ho partecipato all’incontro centrato sulla preghiera e sulla bibbia, che sono le basi per lo spirito di amicizia e fratellanza universale. Le attività principali sono il servizio ai poveri e anziani, ai carcerati e ai ragazzi di strada.

Il dialogo e la giustizia

Non meno importante è il dialogo interreligioso. Infatti, può diventare membro della comunità anche chi appartiene a una religione diversa da quella cattolica. Si svolgono anche diverse iniziative per il sostegno della vita e l’abolizione della pena di morte.

È ammirevole il coraggio di questi giovani indonesiani, capaci di andare contro corrente.

In Indonesia vige ancora la pena di morte ed è purtroppo sostenuta da buona parte dell’opinione pubblica. È commovente ascoltare le loro esperienze in questi diversi campi di lavoro e il mio spirito missionario si rinnova e rafforza continuamente.

La casa per i ragazzi

Un progetto completamente nuovo è la ricostruzione della casa per i ragazzi abbandonati, assistiti dalle suore indonesiane, ai piedi del Merapi. È un progetto abbastanza impegnativo, per il quale dovremo investire circa 75mila euro. Ne abbiamo raccolti già 25mila.

La prima fase della costruzione è partita a maggio.

Per il resto, confidiamo nella Provvidenza, che non farà mancare il suo aiuto per un’opera davvero necessaria.

A volte questi ragazzi sono lasciati davanti alla porta di casa delle suore, senza che nessuno sappia da dove vengano e chi siano i genitori... Purtroppo succede anche questo!



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