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Da quando il Vangelo è arrivato in Burundi (125 anni orsono), i Saveriani ne hanno vissuti 60 in questo bellissimo Paese che si trova nell’Africa centro orientale, in quella che è conosciuta come la regione dei Grandi Laghi. Tra periodi turbolenti con poche pause di calma e di pace, i Saveriani hanno attraversato con coraggio tutte queste zone di inquietudine con coraggio evangelico.

In passato, la missione in generale e la missione saveriana in particolare si sono scontrate con varie crisi socio-politiche. Ma anche oggi le sfide non mancano. Lo sconvolgimento vissuto nel 2015 ha causato un ulteriore declino del Paese dal punto di vista sociale ed economico, provocando sfiducia tra le sue classi politiche con diversi casi di esilio di alcuni attori politici, attivisti e difensori dei diritti umani della società civile. Senza considerare altri cittadini burundesi che, per paura della situazione e del clima di insicurezza, hanno preferito fuggire.

La crisi del COVID 19, le varie guerre nel mondo, soprattutto quella tra Russia e Ucraina e quella in Terra Santa, hanno portato il disinteresse della comunità internazionale sulla situazione del Burundi. Tutto ciò ha provocato la mancanza di aiuti e di conseguenza la carenza di valuta estera nel Paese. Trovandosi nel cuore dell’Africa, queste crisi causano sempre la penuria di prodotti petroliferi. Una mancanza che affligge il Paese da ormai tre anni. A titolo di esempio, un litro di benzina che costava circa 2000 franchi burundesi (fbu) nel 2021, ora costa circa 5000 fbu. E malgrado questo aumento, resta difficile trovare carburante in Burundi. Spesso lo si cerca nei Paesi vicini dove però costa il doppio. La scarsità di carburante ha causato l’aumento del costo della vita in Burundi, soprattutto dei prezzi dei prodotti alimentari. 

Tutte queste difficoltà hanno conseguenze dirette sull’azione pastorale. Infatti, trovandosi in condizioni precarie i soggetti della missione e della pastorale, investono tempo ed energie su come guadagnarsi da vivere, dando così meno spazio al servizio della comunità cristiana. Alcuni addirittura emigrano all’estero per cercare una “vita migliore”. Però, nonostante tutto, molti burundesi resistono con coraggio e fede forte nel vivere la vita cristiana nel quotidiano. Quasi ovunque ci sono gruppi di persone che si uniscono per mettere insieme le forze per produrre di più e aiutarsi a vicenda, soprattutto in campagna. 

La Chiesa del Burundi poi è fortemente impegnata nel processo di riconciliazione, giustizia e pace e gioca un ruolo importante nell’animazione e nel sostegno delle associazioni della società civile. L’auspicio è che con questa consapevolezza si mantenga la speranza un futuro migliore.



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