Skip to main content
Condividi su

Quando da paggetto del Santissimo Sacramento dovevo fare i turni di adorazione davanti all’Ostia consacrata non saltavo di gioia. Certo, avevo fatto da poco la Prima Comunione, sapevo tutto del catechismo insegnatomi da suor Giuseppina.

Ero stato interrogato direttamente dal parroco don Giacomo Toti, professore emerito del seminario di Bergamo… ma davanti all’ostensorio mi chiedevo come mai Gesù avesse scelto di stare in quella piccola ostia e non avesse trovato un modo più facile per fare due parole con noi. Guardavo la piccola ostia nello sfavillante ostensorio delle grandi solennità e non mi veniva niente al cuore. Per fortuna, la suora ci faceva recitare alcune preghiere e cantare qualche bel canto.

Più recentemente, con la maturità degli anni e su suggerimento di un’appartenente al gruppo dell’Adorazione di questa Valle, ho cercato in internet la storia di Carlo Acutis, Beato. Sono rimasto sorpreso. Carlo era un ragazzo di 15 anni, immortalato con lo zaino in spalla su per i monti vicino ad Assisi. Sono sue le parole riportate nel titolo qui sopra. È morto nel 2006 ed è sepolto, per suo stesso volere, nella città di san Francesco ad Assisi, dove i suoi genitori avevano casa e dove lui amava soggiornare. Fosse vissuto ai tempi di Domenico Savio, con Don Bosco prete straordinario, avrei forse capito la situazione. Ma mi lascia senza parole che questo ragazzo millenial, uno smanettone del computer diremmo oggi, nel poco tempo vissuto abbia aperto siti internet sull’Eucarestia, allestendo anche un’importante mostra sui miracoli eucaristici.

So che queste mie righe non vengono lette d’abitudine dai teenager, ma forse dai genitori e certamente dai nonni sì. A loro affidiamo la conoscenza di Carlo, un esempio per la Chiesa che pensa di farlo patrono di Internet. Fa pensare che qualcosa di straordinario e al tempo stesso misterioso continui a vivere nel mondo per bontà di Dio, che non si stanca mai di suscitare santi nella sua Chiesa.
Ancora una volta, mi faccio aiutare dal Gruppo Eucaristico, che l’Eucarestia la vive sentendola davvero come il cibo dei forti per vivere ed evangelizzare questo mondo nella quotidianità. Ecco la loro testimonianza.

“Sant’Agostino scriveva che nessuno mangi del corpo di Cristo senza prima adorarlo. Il significato di adorare è portare alle labbra, rivolgere un discorso, una preghiera a qualcuno. Ciò ci può aiutare a capire di più. Questa pratica millenaria, giunta a noi avvolta da incensi e luccichii di ostensori, veli omerali e piviali, significa semplicemente pregare Dio, rivolgersi a lui con fiducia sapendolo Padre misericordioso che conta i capelli del nostro capo. L’adorazione è preghiera e se è preghiera non può esimersi dallo stile di quella insegnataci da Gesù: «Quando pregate, dite: Padre Nostro…». Ecco che allora tutto diventa semplice e al tempo stesso misterioso. Misterioso perché è la voce di Gesù che risuona nel nostro cuore; è un miracolo quotidiano della nostra vita. Gesù ci parla se noi gli diamo del tempo, se con semplicità ci fermiamo, mettiamo da parte le tante nostre faccende e gli raccontiamo il nostro cuore, sicuri che lui ci ascolta. E la sua risposta si farà sentire in tanti modi. Tuttavia, se noi pensiamo che la risposta di Gesù alle nostre preghiere sia assecondare quello che gli chiediamo, vuol dire che ci dimentichiamo la sostanza della sua preghiera al Padre nell’Orto degli Ulivi: accettare la volontà del Padre. La pace che ci avvolge durante questo straordinario tempo dell’Adorazione Eucaristica è già una risposta alle nostre preghiere. Non la mia ma la tua volontà è la giaculatoria che dovremmo ripetere continuamente passando in rassegna le grazie ricevute e quanto lui ha fatto per noi. Sottoporre al suo sguardo la nostra vita, le nostre preoccupazioni, le nostre gioie, i nostri progetti per capire ciò che lui vuole da noi. In altre parole capire la nostra missione”.

L’Adorazione è, quindi, una sosta per donare a Dio il poco che abbiamo per riceverne in cambio una misura piena e traboccante. Preghiamolo senza fretta, aspettando con calma che si faccia silenzio dentro di noi. Aspettiamo che il nostro cuore si calmi e allora sentiremo, come il profeta Elia sul monte Oreb, la brezza di Dio che ci parla.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3209.67 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Giugno/luglio 2022
Papa Francesco ci aveva avvertito da tempo con la sua enciclica Laudato si’ del 2015 dicendoci che “Tutto è connesso” (117 e 138) nel mondo in cui vi…
Edizione di Gennaio 2022
Dal 30 novembre al 4 dicembre 2021 si è tenuto, a Makeni, il Capitolo Regionale della Sierra Leone. I capitolari hanno riflettuto su 4 punti: la pres…
Edizione di Dicembre 2013
Sabato 19 ottobre presso la sede delle ancelle del Sacro Cuore in Napoli, si è svolta la conferenza dal titolo, "Fede e missione: incontro tra i popo…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito