Le Olimpiadi e la missione dello sport
Lasciamo per un attimo da parte le polemiche sui costi, su ciò che è stato costruito, su come è stato realizzato e il futuro degli impianti. Facciamo finta di non badare alla sostenibilità economico-ambientale, allo sconvolgimento di paesaggi e paesi. Chiudiamo un attimo gli occhi non per ignorare, ma solo per spostare l’attenzione su altri aspetti. Ecco, facendo tutte le valutazioni, non si può negare che le Olimpiadi Milano-Cortina siano state davvero belle. Non facciamone un discorso solo di orgoglio italiano (panorami, cucina, organizzazione). Anzi, da questo punto di vista, per fortuna, la cronaca dell’inaugurazione costruita dalla nostra emittente di Stato non s’è vista (meglio dire sentita) a livello mondiale, perché sarebbe stata un brutto biglietto da visita. Ma l’aspetto agonistico (scrivo mentre ancora non si sono concluse e ancora devono iniziare le Paralimpiadi) è stato un esempio per molti, giovani in primis che forse non sono riusciti a seguire anche perché gli sport presentati sono avvertiti lontani dalla propria sensibilità. Eppure, dietro ogni successo c’era una storia da raccontare. Solo per restare all’Italia cosa possiamo dire di Federica Brignone che ha gareggiato essendo ‘guarita’ da poche settimane ottenendo due ori? Dell’eterna Arianna Fontana o dell’immarcescibile Francesca Lollobrigida? Sì un Olimpiade soprattutto in rosa, senza nulla togliere agli Azzurri. Ma in generale lavoro, sacrificio, passione, rincorsa dei propri sogni, rispetto per sé stessi e gli altri sono il denominatore comune di ciascun atleta anche di chi il podio non l’ha raggiunto. L’ha ribadito con la sua presenza e vicinanza, prima ancora che con le parole, il presidente Mattarella. E lo sport, magari non tutto, può aiutare anche nella vita, salvando da tanti pericoli. Eppure, invece di prendere ad esempio certi valori, invidia e polemica non mancano mai. Gli istinti bassi si scatenano sui social. Per cui, dà fastidio il bambino della Lollobrigida in braccio alla mamma dopo la gara, si mettono in dubbio alcuni risultati, scatta il paragone con chi la fisioterapia l’ha fatta ai massimi livelli e una persona normale deve aspettare settimane… Rimarranno tante fotografie, la migliore è quella dei 18mila volontari che hanno prestato la loro opera nelle diverse località. Anche questa è un po’ missione. Peccato solo che le armi non abbiano rispettato la tregua chiesta da più parti. Se il mondo avesse la Carta olimpica come riferimento, forse, sarebbe migliore.








