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Era la vigilia di Natale e ci si confrontava sull’iniziativa “sostegno a distanza 2013-2014”, con perplessità e dubbi, in considerazione soprattutto dell’attuale crisi economica. C’era chi evidenziava che dobbiamo fare i conti con una mentalità individualistica e consumistica, e quindi con una realtà che ci sfida. I più ottimisti erano dell’avviso che avremmo faticato parecchio a confermare le otto adozioni dello scorso anno.

Ma queste valutazioni appartengono alle categorie umane, rappresentano limiti troppo angusti per la Divina Provvidenza e non tengono in considerazione la potenza della sua azione… Esito finale: sono confermate le otto adozioni, e in più una nuova!

Abbiamo vinto la sfida

Da rimanere senza parole! Ogni anno facciamo esperienza che la Provvidenza e l’amore di Dio hanno palpiti immensi: liberano la via, abbattono qualsiasi ostacolo e oltrepassano qualsiasi confine, scuotendo tutto e tutti. Da parte nostra anche quest’anno abbiamo accettato la sfida e siamo stati vinti!

Un altro aspetto da sottolineare è che da qualche anno in maniera del tutto naturale e spontanea ci sono state risposte anche da altre realtà della nostra parrocchia, a dimostrazione che il messaggio oltrepassa gli steccati.

Abbiamo compreso, inoltre, l’importanza di non lasciarci immiserire dal clima festaiolo, infarcito di pranzi e cenoni, per rispondere e sentirci mobilitati dalla chiamata di Gesù, il quale ci ricorda che in un'altra parte del mondo ci sono altri fratelli e sorelle che aspettano un nostro gesto di solidarietà.

Ai suoi occhi tutti siamo importanti, anche questi bambini meno fortunati dei nostri figli: tutti siamo membri di una sola famiglia e tutti siamo chiamati a dare compimento al motto dei missionari saveriani: “fare del mondo una sola famiglia”.

Vedere il mondo in modo nuovo

Tutto ciò fa sì che la fiammella dell’amore non si spenga, nonostante i venti impetuosi che soffiano in quelle terre producendo disastri, lutti, fame e sofferenza. Certo, non significa che non ci sarà più gente povera, costretta a fuggire da villaggi dopo aver subito saccheggi tremendi. Però è bello pensare che il nostro gesto permetterà a tanti bambini di ritrovarsi insieme, di manifestare la loro fede, di riprendere coraggio e di ravvivare in loro la certezza che il Signore non è secondo a nessuno in quanto a generosità.

Sono ormai trascorsi tanti anni e tutti abbiamo compreso che questa iniziativa può essere un’occasione che ci consente di verificare le parole del profeta: “Se offrirai il tuo pane all’affamato, se consolerai l’anima afflitta, la tua luce brillerà nelle tenebre”.

È da qui che comincia la nostra conversione, da un nuovo modo di guardare il mondo, dove tutti siamo figli dello stesso Padre e fratelli tra noi.

Siamo dono gli uni per gli altri

Papa Francesco, in una delle sue omelie, ha sottolineato che Dio non è come noi: Lui, che tutto ci dona, ci sa ricompensare con grandezza per ogni piccolo gesto d'amore. Per cui dobbiamo sentirci debitori verso il prossimo. Ogni prossimo è la nostra via per arrivare a Dio. Ha anche evidenziato che non si può vivere felici da soli: siamo tutti interdipendenti in uno scambio d'amore, fatti gli uni per gli altri.

Queste parole del papa sembrano semplici, scontate. Ma non è così! Rendersi conto che il rapporto con Dio passa attraverso i fratelli a volte può risultare una scoperta inaspettata, qualcosa perfino difficile da far entrare nella nostra vita, nel nostro quotidiano. Prenderci carico della sorte di questi bambini rappresenta sicuramente per tutti noi la possibilità di fortificare e arricchire la nostra comunione con Gesù.

Siamo riconoscenti e benediciamo Dio che ci ha chiamati a essere testimoni della sua vicinanza a questi bambini, così lontani dalla nostra realtà.

Domenica 26 gennaio, come avviene da oltre venti anni, si è concluso il mese destinato alla raccolta di fondi per le adozioni a distanza. Un momento veramente forte che sigilla le festività natalizie.

Abbiamo raggiunto e superato l’obiettivo 8 adozioni rinnovate più una nuova: la raccolta è stata di 3.024 euro. Un rinnovato grazie al Signore e a tutti voi che avete condiviso. (p. Pierluigi Felotti, sx)



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