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Le missioni nei misteri della storia umana

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Da Cina e Sierra Leone

Lo storico L. Muratori, quasi a commento del grande libro della storia, afferma che essa si snoda in forma ciclica cioè ripetendosi nei secoli. Vivendo e scrutando il presente ho l'impressione di vivere in un fuori schema indirizzato verso l'ignoto; è sensazione mia e di tanti altri ed è motivo di pessimismo.

La Tv oggi ha reso il mondo un villaggio globale: tutte le zone della terra sono presenti e di tutti e tutto le notizie le puoi avere in tempo reale con i relativi filmati. Solo qualche decennio fa le cose erano molto diverse: Cina, Corea, Giappone, Indonesia ... dall'immaginario popolare erano confinate nell'ignoto, quasi un continente lunare fuori dall'esperienza nostra quotidiana.

Ricordo la meraviglia  suscitata quando nella Casa di Vicenza furono richiamati come rettori alcuni padri  provenienti dalle missioni della Cina. In Casa c'era già l'anima santa di p.Pietro Uccelli, reduce lui stesso dal campo missionario cinese: tutti lo veneravano come santo piovuto dal cielo; aveva una forte caratura cinese con la barbetta alla mandarino.

Dopo di lui si succedettero i padri Tonetto, Zotti e Chiarel; tutti brava gente, ma con la testa altrove: il loro  parlare, vestire e ragionare manifestava con chiarezza che provenivano da un altro mondo e che solo per necessità erano ritornati in Italia; la Cina con la sua cultura era talmente entrata nella loro vita da formarne un tutt'uno. Chiara in loro l'ansia per la salvezza del grande popolo per il quale reclamizzavano le loro avventure con la bici, in mezzo a bande di briganti, sotto il sole cocente o con i brividi del freddo continentale. Era la salvezza da tanto attesa per il popolo immenso, povero, ma semplice, buono e aperto al messaggio di Cristo e per il quale valeva la pena rischiare tutto.

Poi ci fu improvvisamente lo stop: sulla scena era comparso Mao e il suo Comunismo più radicale; addio speranze! Ho visto tornare tanti missionari in lacrime. Padre Vanzin, grande scrittore e osservatore missionario, mi parlava a lungo di quell'epoca gloriosa; l'immissione nel cristianesimo dell'enorme massa cinese era percepita come una specie di cataclisma che faceva intravedere orizzonti meravigliosi; la Cina avrebbe portato tutta la sua ricchezza, la varietà di cultura, arte e storia millenaria.

La stessa situazione s'è ripetuta anni dopo, in forme ridotte, nella Regione dei Grandi Laghi comprendente Congo, Burundi, Ruanda e Uganda; il cuore dell'Africa nera avviato in massa verso Cristo. Gli stessi missionari, normalmente cauti, s'erano fatti contagiare dall'entusiasmo.

Paolo VI, andando in Uganda per la canonizzazione di un gruppo di martiri, sembrò avallare l'ipotesi. Ma anche in quelle nazioni qualcosa andò storto e ci fu il fallimento: corruzione, malgoverno, liti tribali, massiccia presenza di sfruttatori dall'Estero, hanno minato e distrutto l'esistente e reso impraticabile un lavoro costruttivo.

Due esempi, ma la stessa analisi smaliziata può essere estesa a tanti altri punti caldi del pianeta: ricordate i cento conflitti dimenticati emersi durante il Giubileo? A periodi di floridezza, pace e armonia, succedono giorni bui con sofferenze e disastri di ogni genere; colpisce il tanto sangue sparso e le schiere immense di poveri, bambini, vecchi e donne che ne subiscono le conseguenze.

Della mia esperienza missionaria in Sierra Leone sulle rive dell'oceano ricordo di aver trascorso tante ore a contemplare il mare; uno spettacolo che si rinnovava ogni giorno: lunghi periodi di bonaccia, alternati a tempeste, uragani e trombe d'aria; grandioso e pauroso allo stesso tempo.

Ma può essere accostato alla storia umana? Il "già visto" di Qoelet può soddisfare l'uomo con l'assurda ipotesi del Fato. Mi viene in mente una soluzione prospettata in una sua omelia dal beato Guido Maria Conforti: "Le opere della Divina Provvidenza sono stupendi e meravigliosi arazzi. Ora noi ne vediamo il rovescio, e per questo non avvertiamo che i fili sovrapposti gli uni agli altri, quasi senza ordine, linee e forme indecifrabili di figure e di cose; quando ci sarà dato di contemplarne la vera superficie rimarranno estatici".

Solo la presenza attiva del Creatore ci può aiutare a decodificare, almeno in parte la nostra misteriosa storia. Questa riflessione richiama la vicenda di Cristo, Figlio di Dio, sconfitto e vittorioso con la risurrezione. È scenario che si ripete nella vita di ogni uomo e nella sua storia.



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