Le croci di padre Daniele Badiali
Uscendo dall’autostrada al casello di Faenza per raggiungere la Ravegnana, dopo alcuni minuti di viuzze, si raggiunge il piazzale della chiesetta di Ronco, dove è stata piantata la croce scolpita da artigiani peruviani. Da lì, in fondo alla strada, si vede anche la croce sul muro del cimitero, dove è sepolto p. Daniele Badiali.
La croce in memoria del suo martirio, che ora troviamo presso la chiesa di Ronco, si può vedere anche dall’autostrada. È stata designata dalla volontaria italiana Rosa Maria, salvata dal sequestro da padre Daniele, quando i banditi bloccarono la jeep, perché si era offerto come ostaggio al suo posto “Tu rimani, vado io”.
“Guardo il mondo e piango…”
La croce riproduce su un fronte le date della sua vita terrena (marzo 1962 e marzo 1997); sull’altro fronte l’icona sacerdotale del calice, ostia e stola, i luoghi della sua vita spirituale e i segni della passione di Gesù. Nel cimitero, sulla lapide della tomba, possiamo leggere la frase su ceramica “In verità vi dico che tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli, lo avete fatto a me!” (Mt 25,40). Faenza 22 giugno 1991 - Padre Daniele sacerdote”.
Sul pavimento del sacello di famiglia, è incollato un vasetto per piantine grasse a forma di chitarra. In un cestino a terra ci sono immaginette con le sue parole
“Guardo dalle Ande il nostro mondo e piango nel vedere che la mia gente povera vive solo attirata dai nostri idoli, che sono diventati le nostre disgrazie; anche qui l’unico cammino possibile è la carità: dare ciò che abbiamo agli altri, preoccupandoci della salvezza dell’anima”.
Le sette parole di Gesù
A Trebbana, da dove è partito il cammino missionario diocesano, possiamo vedere la croce che ricorda il sacrificio di don Daniele e i pilastri con le scritte in ceramica delle “sette parole” di Gesù sulla croce, meditate con le lettere del martire. Si inizia dal pilastro con le parole del suo canto I tuoi passi: “È un sentiero in salita, in cima c'è una croce, devi rinnegare te stesso, prendere la tua croce e seguire Gesù”.
Poi ci sono le ceramiche con le profonde riflessioni sulle “sette parole” di Gesù in croce, ricavate dagli scritti e dalla vita di don Daniele.
1. "Padre perdonali perché non sanno quello che fanno” - dalla croce solo perdono e amore.
2. "Oggi sarai con me in paradiso" - Gesù è l'unico che ci può salvare.
3. "Ecco tuo figlio... Ecco tua madre" - Ti affido ogni giorno alla Madonna.
4. "Ho sete" - Far entrare la sete di Dio nell'anima dei ragazzi.
5. "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato" - Desidero abbandonarmi a ciò che il Signore vorrà.
6. “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito” - Ho corso per Te, prendi la mia anima.
7. "Tutto è compiuto" - Gesù, Gesù! ...Mamma Maria!
Il sangue sulla pietra
Gli assassini indossavano passamontagna per non essere riconosciuti. Legarono il sacerdote e forse lo insultarono. Padre Daniele li riconobbe.
Il "capo" disse che era meglio ammazzarlo. Scesero cento metri sotto la strada. Padre Daniele aveva le mani legate dietro la schiena. Lo misero in ginocchio.
Alla fine, in ginocchio e legato, chiama e invoca: "Gesù, Gesù, Gesù, Gesù!”; chiama e invoca: “Mamma Maria, Mamma Maria!”.
Uno degli assassini gli spara in testa. Padre Daniele cade a terra. Il sangue fuoriesce e bagna il suo corpo, i vestiti, il crocefisso, la terra e le pietre.
Così padre Daniele consegna la sua anima a Dio. Una delle pietre, bagnate del suo sangue, è stata portata a Faenza nella casa per i giovani in ricerca vocazionale.







