Laicato saveriano: ''Siamo a Kampene da 30 anni''
Lucia Robba è una vecchia conoscenza di noi saveriani in Congo. È bresciana di Capriano del Colle infermiera specializzata in malattie tropicali. Vive e lavora nell'ospedale di Kampene con Mariuccia, coetanea e amica inseparabile da tanti anni. Mariuccia Gorla, anch'essa infermiera, è milanese di Inzago. "Siamo lì da 30 anni" - dice Lucia, decisa a proseguire, senza paura di situazioni difficili.
Nel 1982, con altri del CVM (Centro Volontari Marchigiani), Mariuccia per prima è andata a Kampene per ristrutturare e mettere in funzione l'ospedale abbandonato e per l'animazione sanitaria della zona. Dopo alcuni anni, i volontari si sono ritirati; Lucia e Mariuccia sono rimaste.
Due donne-coraggio per il loro servizio assiduo e per il posto isolato nel quale lavorano, anche in circostanze drammatiche. Kampene è un villaggio di foresta. Le strade sono impraticabili. Chi si avventura, sa quando parte e non sa quando arriva. È preferibile la motocicletta alla macchina per passare torrenti, per entrare e uscire dal fango, per fare tratti a piedi. E Lucia viaggia per ore... su quelle strade, casco in testa.
Con i saveriani, Lucia e Mariuccia hanno vissuto le avventure della guerra. Il villaggio di Kampene a varie riprese è stato occupato dai Mai-Mai e dalle milizie appoggiate dal Ruanda. I missionari e le due volontarie si sono svegliati più volte con la musica di guerra e si sono rifugiati nella foresta.
Nel giugno del 1999, p. Marco Campagnolo e p. Mario Sciamanna, Lucia e Mariuccia, e Vinton, pastore americano novantenne, lasciano Kampene e camminano una settimana per raggiungere Kindu (150 km), subendo i disagi di una marcia forzata, la sete e la fame...
Nell'ottobre 2003 le due "sorelle" vogliono rientrare. Ottengono dall'Onu il trasporto in elicottero fino Kampene, quando tutta la zona è controllata dai Mai-Mai. Chiedono di non portare armi. Con gran rumore, l'elicottero arriva e atterra sul campo sportivo. I partigiani l'accolgono con le armi puntate. Scendono alcuni ufficiali dell'Onu nel silenzio generale e nell'insicurezza totale.
Nel momento in cui Mariuccia e Lucia appaiono sulla scaletta del velivolo, scoppia un chiasso assordante: grida, ovazioni e gioia di tutta la popolazione che, tenuta a debita distanza, è nell'attesa. Poi all'improvviso un accorrere incontenibile: una moltitudine di persone si precipita al centro del campo, verso le due donne, per riceverle e far festa. L'emozione invade tutti. L'imbarazzo e l'ammirazione prendono alla sprovvista i guerriglieri e i responsabili dell'ONU.
Le due donne sono ora a casa per una pausa di riposo e di visite mediche: vogliono... riassettarsi per continuare il loro servizio missionario.








