Laicato Saveriano e Rom
Eppure, anche loro sono "persone"
Come ci sono gli "sport estremi", così ci sono anche "missioni estreme"; missioni in cui solo pochi si avventurano. Paola, laica saveriana della Brianza, è una di loro. Ecco cosa fa.
Tutti contro i rom. Di tanto in tanto, in varie parti d'Italia e in particolare a Milano, esplode un'ondata di protesta nei confronti degli "zingari". Manifestazioni e slogan contro i nomadi, spesso con toni che esprimevano intolleranza. Nessuno li vuole sotto casa, perché "rubano, mandano i figli a chiedere l'elemosina e puzzano". Eppure... anche i rom sono persone. Forse qualcuno l'ha dimenticato.
Io lo sto scoprendo giorno dopo giorno, insieme a un gruppo di amici. Ho avuto la fortuna (che per tanti è invece sfortuna) di conoscere da vicino un gruppo di nomadi macedoni, accampati da anni nella mia città di Desio, in Brianza. Anche qui nessuno li vuole.
Eppure, queste persone si sono aperte, hanno messo sul tavolo i loro problemi, insieme anche a tanti aspetti positivi della loro millenaria cultura e tradizione.
È nata così "Kirvè", una piccola associazione di giovani volontari, legati ai missionari saveriani, con l'intenzione di essere "i compari" ("kirvè" nella lingua romanes significa proprio "compare"), cioè gli amici dei rom, ma anche di tutte quelle persone che rimangono escluse dalla nostra società benestante.
Non abbiamo grandi progetti. Abbiamo solo la voglia di camminare con gli amici rom, anche loro soci dell'associazione, per cercare di costruire, insieme, un futuro migliore per tutti. Abbiamo nel cuore il desiderio di migliorare le condizioni di vita delle famiglie macedoni che conosciamo, ma anche il desiderio di far conoscere ai gagè (cioè ai non rom) la ricchezza della cultura zingara. Per superare i pregiudizi, che spesso portano alle incomprensioni, se non addirittura all'odio reciproco.
Così, con molta semplicità, lavoriamo per l'inserimento dei bambini a scuola e sosteniamo gli adulti in tutte le vicende quotidiane che li vedono coinvolti, facendo da mediatori con le istituzioni. La nostra avventura non è facile. Noi stessi ci scontriamo spesso con le difficoltà dell'incontro tra mentalità e culture perse.
Ma la sfida è proprio questa: dimostrare che insieme si può testimoniare che tutto è possibile, anche la convivenza tra zingari e il resto del mondo, tra rom e gagè.








