La vita nella comunità teologica
Se a pagina 3 abbiamo presentato la Teologia di Parma e nel paginone le altre Teologie internazionali saveriane nel mondo, qui entriamo più nella vita quotidiana della comunità teologica in Casa Madre.
Le giornate iniziano con il momento di preghiera: martedì, mercoledì e venerdì preghiamo le lodi alle 6.30 del mattino prima di andare a scuola a Reggio Emilia. In quei giorni celebriamo l’Eucaristia la sera.
Durante l’Eucaristia del martedì lasciamo spazio per la condivisione della pastorale del lunedì. Il giovedì celebriamo la messa al 4° piano con i confratelli ammalati ed anziani. Una volta al mese abbiamo un ritiro spirituale ed ogni sabato facciamo la lectio divina comunitaria. Per rafforzare la nostra fraternità, abbiamo dei momenti importanti durante l’anno: l’incontro comunitario ogni giovedì, le serate di condivisione in cui ogni confratello racconta la sua storia, le uscite comunitarie, lo sport ogni sabato pomeriggio, le giornate culturali. Le serate culturali consistono nell’animare la celebrazione eucaristica nella lingua di quella cultura, addobbare la casa, cucinare con sapori etnici e, infine, presentare, alla fine della cena, un tema che racconti del paese di origine. A questa cena sono invitati degli amici ed è occasione di conoscere le nostre origini e le missioni saveriane. C’è un altro aspetto importante durante l’anno comunitario: la correzione fraterna. Durante il ritiro della quaresima, c’è un momento in cui ciascuno di noi scrive una lettera ad ogni confratello singolarmente per sottolinearne i pregi ed i difetti da migliorare. La consegna avviene la domenica di Pasqua.
Papa Francesco ci ricorda: “Il mondo ancora non lo sa, ma tutti sono invitati alla cena di nozze dell’Agnello (Re 19,9). Non dobbiamo permetterci anche un momento di riposo, sapendo che ancora tanti non hanno ricevuto l’invito a questa Cena” (DD 5). Per vivere questa passione, ci identifichiamo con Cristo Buon Pastore che ha donato la sua vita per il bene dei fratelli (cf. PDV 58). Questo ci aiuta a vivere il nostro carisma e a verificare la nostra assimilazione dei valori che desideriamo proclamare (RMX,184).
Pur nella limitatezza della nostra azione apostolica, crediamo che il nostro apostolato ci prepari a diventare missionari e alimenti la nostra passione per far conoscere Cristo a tutti. Tre sono gli ambiti principali. La prima è l’attività parrocchiale svolta di domenica e in settimana. Quest’anno siamo inseriti a san Patrizio, Immacolata, Corpus Domini, Trasfigurazione e Alberi-Vigatto. Il secondo: ogni lunedì pomeriggio/sera è dedicato ai servizi in vari ambiti sociali/ecclesiali (Sant’Egidio, Carcere, Mensa-Caritas, IV piano con i nostri padri anziani…). Il terzo e ultimo è costituito dalle realtà ecclesiali: Gruppo Ecumenico, Gruppo Lectio Togunà, Gruppo Lectio Kat’oikon, pastorale universitaria, unità di strada, Giustizia e Pace.
Oltre alla dimensione teologica, la formazione include la dimensione antropologica e psicologica con un cenno particolare alla vita comunitaria. All’inizio del sesto anno di teologia, chi lo desidera e se è presentato dai formatori, scrive la domanda al Superiore Generale chiedendo di emettere i voti definitivi. Questa celebrazione avviene il 5 novembre nella festa di san Guido Maria Conforti. E, verso la fine del sesto anno, si è ordinati diaconi prima di raggiungere la destinazione per la pastorale diaconale per annunciare quello che il Signore ha fatto per noi perché,
“Una volta che abbiamo conosciuto la parola di Dio, non abbiamo diritto di non riceverla; una volta ricevuta non abbiamo diritto di non lasciare che si incarni in noi, una volta incarnata in noi non abbiamo diritto di tenerla per noi: da quel momento apparteniamo a coloro che la attendono” (Madeleine Delbrel, La santità della gente comune, Milano 2020, 71).







