Il professor Giuseppe Giovanelli ha curato e presentato il libro “Iemmi quasi utopista - Cronache della vita e della morte di don Giuseppe Iemmi, il cappellanino di Felina”. Don Giuseppe Iemmi (1919-1945), nativo di Montecchio Emilia, è un ex novizio saveriano, anche se per soli quattro mesi, perché la madre impazziva al pensiero che, andando in Cina, potesse essere ucciso dai comunisti. Ritornò così in seminario a Reggio, ma sempre con il desiderio di rientrare appena possibile tra i saveriani. Di fatto, ordinato nel 1943, visse il presbiterato da saveriano. Cappellano e coadiutore a Felina, dinnanzi all’uccisione sommaria di due padri di famiglia da parte di un nucleo partigiano comunista, nella predica di Pasqua del 1° aprile 1945 denunciava pubblicamente il delitto, pur sapendo che ciò gli avrebbe potuto costare la vita. Esattamente ciò che accadde il 19 aprile 1945. Fu torturato e ucciso da due (sedicenti) partigiani comunisti. Per i suoi compagni d’ordinazione, ora tutti defunti, don Iemmi è una figura di autentico martire.