La sofferenza di dover dire ''no'', In Bangladesh...
In una pagina dei miei vecchi diari ho trovato scritto: "Questa fine settembre (1979) si porta via il mio 40° compleanno. Sono cosciente della debolezza in questo punto di guardia, al limite del coraggio e dell'umana possibilità. Può Dio colmare questa solare solitudine?".
Un'epopea mai narrata
Era il mio secondo anno di missione a Borodol, un'isola fluviale al margine della foresta tropicale, a quell'epoca ancora regno sovrano della tigre del Bengala. Mi era stato chiesto di andare a riaprire la missione fondata dai gesuiti nel 1937 e ricevuta in eredità dai saveriani nel 1952.
Il posto era considerato pericoloso sia per la posizione geografica sia per il tipo di gente: gli intoccabili fuori-casta, designati con il titolo dispregiativo di "muci". Borodol rappresenta per me un'epopea, scritta e mai completamente narrata. L'avventura di fede iniziata laggiù continua ancora, anche se questo settembre si porta via il mio 74° anno di età.
Vangelo e promozione umana
La scelta degli ultimi rimane dunque la mia scelta. La missione tra i fuori-casta è una missione globale, che va incontro a tutto l'uomo. Evangelizzazione e promozione umana vanno di pari passo; non c'è un prima e un poi. In questa prospettiva, l'educazione intesa come acquisizione di quei valori che fanno dell'uomo una persona, rimane una priorità nella nostra azione missionaria. Ovviamente occorre anche l'aggancio politico, senza il quale tutto si ferma.
Tutti gli altri aspetti della vita sono tenuti in considerazione in base alla disponibilità finanziaria della missione. Uno dei settori che assorbe gran parte delle risorse è quello sanitario. In questo campo la situazione è molto precaria. Soprattutto è assente ogni previdenza o assistenza governativa.
Le possibilità sono tante...
Purtroppo, in questi ultimi tempi abbiamo dovuto dire tanti "no", perché le risorse si sono esaurite. La crisi economica, che da vari anni travaglia il mondo occidentale, si è fatta sentire in maniera forte anche da noi. Dover "dire di no" a tanti casi pietosi fa piangere il cuore.
Eppure, l'elenco di possibili interventi è lungo:
- Casette in muratura, per sostituire quelle di fango.
- Pozzi tubolari perché nella zona dove ci troviamo la falda acquifera superficiale è inquinata da arsenico e per trovare acqua potabile bisogna scendere almeno a 200 metri di profondità.
- Furgoncini per trasportare merci e persone. Tante persone per lavoro usano tricicli a pedale, che sono molto faticosi e subiscono la concorrenza dei mezzi motorizzati.
- Piccoli negozi o botteghe. Molti hanno imparato un mestiere, ma non hanno la possibilità di affittare un locale o comprarsi gli strumenti di lavoro.
Ma per prima cosa in assoluto, chiedo a tutti un ricordo nella preghiera. Grazie.








