La Quaresima di Giona
Tempo di Quaresima. Non avevo mai pensato che un minuscolo libretto (4 capitoletti) della Bibbia, come è quello di Giona, potesse prestarsi in maniera eccellente per una riflessione sul tempo della Quaresima e sul tema della conversione.
Giona si trova tra i profeti minori, facile da leggere e delizioso. Ve lo raccomando come lettura (in maniera meditativa) di questa Quaresima. Il biblista Bruno Maggioni lo descrive così: “un racconto (n.d.r. pensiamo per esempio al libro di Pinocchio, che col racconto di Giona ha perfino somiglianze narrative) rapido, pittoresco e pieno di umorismo che vuole comunicarci un messaggio ed il cui tema di fondo non è la liberazione di Israele ma la conversione di Israele”. Ecco perché ne scrivo. In tempo di Quaresima, Giona ci sta alla perfezione. Il libretto inizia così: “Fu rivolta a Giona, figlio di Amittài, questa parola del Signore: "Alzati, va a Ninive, la grande città, e in essa proclama che la loro malvagità è salita fino a me”.
La vicenda di Giona. Riassumo il racconto, per sommi capi. 1. Dio ordina a Giona di andare a Ninive ad annunciare che la città sarà distrutta: le restano solo quaranta giorni di tempo. 2. Giona fa marameo e si imbarca su una navicella che lo porti all’altro capo del mondo. 3. In mare, scoppia una spaventosa tempesta. La nave sarà salva solo se i marinai lo butteranno in mare, perché la tempesta è colpa della sua disobbedienza a Dio. 4. Giona non annega perché un grosso pesce lo ingoia e dopo tre giorni e tre notti trascorsi nel suo ventre, rigetta Giona sulla spiaggia. 5. Per 40 giorni Giona percorre Ninive annunciando il castigo di Dio. 6. Incredibilmente, i Niniviti lo prendono sul serio e, con tanto digiuno e sacchi di cenere (conversione), vengono risparmiati: Dio si “ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”. 7. Povero Giona. Per il tempo di una quaresima, aveva predicato distruzione. Si sente sconfessato. 8. Se è così - pensa - meglio morire che fare una figuraccia; perché mai, Dio giusto giudice, lo aveva mandato ad annunciare castighi ed invece…? 9. La chiusura della vicenda è profonda ed imprevedibile (il ricino che lo salva): questa volta è Giona che deve convertirsi.
Morale della favola. Emergono due aspetti. 1° L’appello alla conversione non va pensato come un mezzo per riparare la giustizia nei confronti di Dio (non ci riusciremo mai), quanto come nuovo stile di vita (pentimento) con cui affidarsi, armi e bagagli, alla bontà misericordiosa di Dio. 2°. L'esito, sorprendentemente felice per la città di Ninive, provoca "sdegno" in Giona: “Ti sembra giusto essere sdegnato così?”, gli dice Dio. Ci teneva tanto che Ninive venisse distrutta (come lui aveva predicato). La sorpresa è tutta nel venire a sapere che “Dio è più grande del (suo) nostro cuore”. Buona Quaresima!







