La promessa di mons. Catarzi
Martedì 22 novembre 2022, le spoglie del primo vescovo di Uvira (Congo RD), il saveriano mons. Danilo Catarzi, salito al cielo il 23 novembre 2004, sono state traslate a Kavimvira da Bujumbura, accolte da una delegazione di saveriani e della diocesi. Un corteo numeroso di macchine e di gente a piedi ha seguito il carro funebre per circa 12 chilometri, fino alla cattedrale di Uvira. È seguita la liturgia del Vespro presieduta da mons. Sebastien Joseph Muyengo Mulome, 4° successore di mons. Catarzi. Durante la celebrazione sono state condivise le testimonianze di due laici, di un presbitero diocesano e di p. Piero Mazzocchin. Alle 20 è iniziata la veglia di preghiera. Durante tutta la notte i cristiani sono stati accanto alle spoglie del vescovo Catarzi all'interno della cattedrale. Mercoledì 23 novembre, la salma è stata portata alla chiesa di Kavimvira (luogo della celebrazione e dell’inumazione). È stata celebrata l’Eucaristia all’aperto a cui hanno partecipato circa seimila persone, con rappresentanti di tutte le parrocchie della diocesi, il sindaco, autorità militari e capi tradizionali. Il sindaco ha reso pubblico il decreto municipale con cui si intitola la strada che porta alla cattedrale di Uvira: “Avenue Mons. Danilo Catarzi”. La popolazione, indipendentemente dalla religione, riconosce mons. Catarzi come uno di loro.
Scrive il Superiore Generale dei saveriani, p. Fernando Garcia. “Carissimi fedeli della diocesi d’Uvira, per dare onore a mons. Catarzi, nel nome della famiglia dei missionari Saveriani di cui faceva parte, vorrei aggiungere una piccola testimonianza. Consultando i documenti contenuti nell’archivio, abbiamo trovato un foglio, piccolo come una cartolina postale, che mons. Catarzi custodiva nei suoi documenti personali. È stato come trovare una perla preziosa. Il documento parla di una promessa che i cinque giovani saveriani hanno fatto, alla vigilia della loro ordinazione sacerdotale. «Noi, firmatari, colmi di Spirito Santo, sotto lo sguardo della Vergine Maria, facciamo queste promesse solenni: morire piuttosto che perdere la nostra vocazione apostolica, vivere in modo radicale l’ideale saveriano senza mai abbandonarsi al grigiore della mediocrità. In fede». Seguono le firme dei cinque giovani confratelli: Pietro Spinabelli, Amato Dagnino, Danilo Catarzi, Giovanni Femminella, Pietro Serafino Calza.
Questa iniziativa non era un’abitudine, hanno deciso loro stessi di firmare questo patto con il Signore e ciascuno ne ha custodito una copia. La cartolina postale contiene i colori della fraternità, ossia dell’alleanza fraterna. Esprimono il desiderio di essere immersi nel mistero di Dio. I 5 l’hanno fatto vivendo l’Alleanza e la comunione che li unisce. Quanto è importante anche oggi, nella nostra vita missionaria e religiosa, valorizzare le amicizie che ci uniscono a Dio per il servizio alla missione! Il Signore ha dato a mons. Catarzi una missione importante e la forza di guidarla con saggezza, perseveranza e umiltà. In questa missione è stato sostenuto dai cristiani di Uvira che ha custodito nel cuore. Nel suo ministero di insegnante, formatore e vescovo ha fatto crescere l’eccellenza. Ci ha lasciato 16 lettere pastorali che sono una sorgente per una conversione personale e comunitaria al seguito di Gesù.
Ringrazio la popolazione di Uvira che ha organizzato una campagna di firme per chiedere la salma del loro primo pastore. Il vostro interesse è un’espressione viva del desiderio di custodire la memoria di coloro che ci hanno preceduti nella fede. La vita di mons. Danilo sia un invito pieno di gioia a crescere nel Vangelo di Cristo” (p. Fernando Garcia, sx).







