La pastorale… zingara
A fine ottobre abbiamo ospitato i membri dell’equipe NEVI YAG (in romanés: Fuoco Nuovo), giornale di collegamento del CCIT (Comitato Cattolico internazionale per gli Tzigani). Erano presenti Jvica Viskovic, diacono, da Monaco di Baviera; p. Marian Drahos, presbitero salesiano, da Partizansge (Slovacchia); Aude Ivkèrisod, laica domenicana da Friburgo (Svizzera); p. Agostino Rota Martir da Pisa, fratello maggiore del nostro p. Filippo; Silvia Scafragli collegata da Budapest.
Il CCIT raduna ogni anno per un convegno, che si celebra sempre in un Paese diverso dell’Europa, persone Rom, Sinti, Camminanti e Gadje, preti, religiosi, laici di ogni cultura, lingua e religione, impegnati o che desiderano impegnarsi insieme, in un comune cammino umano ed evangelico a partire dalla vita degli zingari.
“L’equipe di Nevi Yag, oltre a rappresentare gli operatori pastorali di Rom e Sint dal Portogallo all’Ucraina, cerca di trasmettere i contenuti dei convegni e di far conoscere la nostra spiritualità che nasce dall’incontro e dalla amicizia tra noi e con i Rom stessi”, spiega p. Agostino.
Il popolo dei Tzigani riunisce molti gruppi etnici come Sinti, Rom, Manus, Gitani, Yéniches, i Travelleres, camminanti e altri. Il CCIT cerca di essere uno stimolo per questa pastorale che è plurale e diversificata a seconda dei paesi e delle situazioni concrete. I responsabili di ogni pastorale nazionale sono nominati dalle differenti Conferenze episcopali e possono essere vescovi, preti, religiosi/se e laici. Attualmente la presidente del CCIT è la teologa italiana Cristina Simonelli di Verona. L’anno prossimo si incontreranno a Bologna anche per festeggiare i 50 anni di cammino del CCIT, fondato da un prete francese chiamato ‘Joska’.
Lo scopo dell’incontro è ritrovarsi insieme per pregare, scambiarsi esperienze, riflettere, lavorare in gruppi per aprire piste, visioni generali, in modo da accogliere quella creatività ispirata dallo Spirito Santo e dare vita a nuovi stimoli per questa azione pastorale di annuncio del Vangelo. Il bollettino Nevi Yag è pubblicato online una volta l’anno.
In Italia, la Migrantes è l’espressione della Conferenza Episcopale Italiana che raggruppa i 5 settori della mobilità umana, compresa quella di Rom e Sinti. Quest’ultima è iniziata con piccoli passi, circa 60 anni fa, grazie a persone illuminate, tra queste anche una fraternità delle Piccole Sorelle di Charles de Foucauld che nel 1965 decidono di vivere all’interno dei campi Rom. Come non citare, poi, don Mario Riboldi che, sempre in quello stesso periodo, inizia a vivere tra i campi Rom della diocesi di Milano e vi starà per circa 45 anni, dedicandosi alla evangelizzazione, allo studio dei loro dialetti e alla traduzione dei Vangeli nella lingua Romanès.
Altre modalità sono rappresentate da parrocchie che accolgono gli Tzigani della città, come avviene in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, formando centri di aggregazione dove i Rom sono accompagnati nello studio e nella formazione professionale. Ma sono tante le esperienze, diverse tra loro, vissute nei vari Paesi europei, di carattere pastorale e sociale, anche in vista di un’integrazione nel tessuto sociale.







