Offrire a tutti la speranza
La veglia missionaria diocesana si è svolta il 18 ottobre nella chiesa cittadina del Maristella, animata dal coro Davide della Comunità Madre del Divino Amore, di origine ivoriana.
La veglia, dal titolo “Missionari di speranza tra le genti”, si è articolata in tre momenti fondamentali: ascolto della Parola di Dio; preghiera e ascolto del messaggio di Papa Francesco per la giornata missionaria mondiale; testimonianza di 5 giovani provenienti da Camerun, Brasile e Costa d’Avorio.
La domanda di partenza era: “Che spazio ha la Speranza nella mia vita?”. Nel primo momento, la risposta ci viene suggerita dagli Atti degli Apostoli, in particolare dalle parole dell’apostolo Pietro: “Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. […] E Dio ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio”. Commentando le parole di Pietro, il vescovo Antonio ci ha esortato ad essere uomini di preghiera. Dio è missionario, Cristo Gesù è missionario del Padre e si prega affinché la scintilla missionaria sia sempre accesa in noi e diventi una fiamma viva con l’aiuto dello Spirito Santo.
Valeria e Cecilia sono state in Camerun per un’esperienza di volontariato con le suore adoratrici del Santissimo Sacramento. Credevano di portare la Speranza e invece è proprio lì che l’hanno trovata, nel sorriso dei bambini, nelle celebrazioni, nella vita del villaggio.
Yodit ha trascorso l’estate a Salvador de Bahia, nella parrocchia del prete pizzighettonese don Davide Ferretti. Era coinvolta nelle attività parrocchiali e quotidiane, come quella del doposcuola. La Speranza per lei è accorgersi che questa esperienza le ha cambiato la vita,
Eric, ragazzo della Costa d’Avorio, definisce la speranza un atto di Fede che viene dalla Parola di Dio, in particolare dall’invito ai discepoli di andare in tutte le nazioni. Arrivato in Italia con alle spalle anni di una vita sofferta, Eric si fa battezzare nel 2016, colpito dalla testimonianza di Fede in Dio di una persona conosciuta a Cremona.
Il Vescovo Antonio ha ribadito quanto è stato bello ritrovarsi nei gesti, nei canti e nelle memorie della veglia. Nel Tg della sera ha appena visto gli occhi dei bambini di Gaza che sono tornati a fare scuola: quello è un segno di Speranza! I bambini sono la prima chiamata a riscoprire il dovere della missione, mentre la seconda sono i giovani. Aggiunge un terzo elemento: i piedi degli adulti che stanno andando incontro alle generazioni, ai popoli e alle culture. Essere cristiani ci deve costare perché se costa, vale. Incominciamo a rieducarci alla partenza, a metterci in moto, ad offrire la nostra vita tra le genti sull’esempio dell’ECCOMI di Maria.
Ai presenti viene chiesto di scrivere su un post-it la nostra risposta di pace e di speranza oggi nel mondo e di incollarlo in modo visibile nelle nostre case. Prima della conclusione, p. Didier di Verona, canta in francese l’inno Viver d’amore di Santa Teresa di Lisieux, patrona delle missioni.
Come ultimo atto della veglia, i 5 giovani testimoni della serata consegnano ai partecipanti un piccolo segno con la frase: “Offri con semplicità la speranza ricevuta da Dio e porta a tutti la sua consolazione”.







