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Piove sull’equinozio autunnale. Mentre queste righe prendono forma, una buona fetta d’Italia s’è bloccata per chiedere di fermare il massacro di Gaza. Le piazze e le strade di città e paesi si sono riempite per lanciare un messaggio forte ai governi di un’Europa balbettante. Se la violenza è giusto sia bandita da qualsiasi corteo, il diritto di manifestare è sacro. Non ci siamo mai occupati direttamente di Medio Oriente, abbiamo preferito lasciare spazio a chi vive in quei territori perché fossero i nostri occhi, le nostre mani. Sono spente le televisioni di casa sui servizi dei telegiornali della sera. È troppa tutta quella violenza, quella distruzione che fa chiudere gli occhi e tappare le orecchie dei nostri figli. Ma non è spenta la nostra attenzione, non è spento il nostro cuore. Forte si alza anche la nostra voce, che pare ignorata dai potenti del mondo a cui il potere delegato (per la maggior parte) dovrebbe trasformarsi in presa di coscienza di un baratro sempre più vicino. Non bastano più dichiarazioni timide, non è il tempo di un politicamente corretto che tende a non urtare alleati storici e sensibilità di ogni tipo. La forza e il coraggio della gente e dei giovani nelle piazze sono decisamente di più di quella delle nazioni, di una diplomazia che non è più tale, che ha seppellito il dialogo, che forse ha smarrito la qualità dei suoi interpreti. Giocare a ‘fare la guerra’ porta direttamente alla… guerra. Da sud ad est, senza considerare i conflitti africani che in queste pagine vengono presi in considerazione. Ci sono giornate in cui le speranze giubilari sembrano fioche, in cui pare inutile cercare una via d’uscita. Ci si sente inermi, impossibilitati ad agire, ad essere presi in considerazione. E intanto, continuiamo a fare progetti, a pensare alla prossima vacanza, a fare la spesa senza che una bomba ci faccia saltare in aria mentre prendiamo l’acqua. Eppure, il coraggio dei giovani reduci dalle esperienze estive missionarie che si sono lasciati trasformare da ciò che hanno vissuto potrebbe insegnarci molto. Supereroi? Panda da proteggere? No, nostri figli, nipoti, parenti. La parte migliore di NOI. Pro-Pal, Pro-Congo RD, Pro-Ucraina, Pro-Sudan… fate voi. Ma con un denominatore comune: che la guerra sia finita! Buona Giornata missionaria mondiale…  



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