La nostra mano destra
Oggi è di moda usare parole con significati ambivalenti. Soffermiamoci su una di queste parole: volontariato. Questo termine si presta a tanti significati. C’è chi va a fare il volontario in Afghanistan, in Siria, in Africa eccetera. Questo capita quando, in particolare, si parla delle cosiddette “missioni di pace”. È fuori dubbio che questo tipo di volontariato viene ricompensato generosamente, anche per i rischi che comporta.
A tutti loro un “grazie” mondiale
Anche noi saveriani abbiamo in casa un gruppo di volontari straordinari, splendidi, seri e fedeli. Sono volontari nel pieno senso della parola, perché tutto quello che fanno lo realizzano per amor di Dio e della missione. Sono donne e uomini che frequentano la nostra casa abitualmente per svolgere determinati lavori. Come contraccambio, si sentono dire da noi missionari un “grazie” mondiale e una gran… benedizione.
Quello che colpisce è che lo fanno volentieri, con il cuore, con gioia e regolarità. Si sentono responsabili della nostra casa come se fosse un prolungamento della loro.
C’è chi si interessa di coltivare l’orto con una produzione di verdure straordinarie e di ottima qualità, a tal punto che non raramente sono “perquisite” da ladri senza scrupoli.
C’è chi “acconcia” il nostro parco in maniera superlativa, affinché faccia sempre bella figura nell’accogliere i visitatori.
Trattati con i fiocchi
C’è poi chi non disdegna rimanere dentro una stanza, per mettere in assetto la nostra biancheria così che, quando noi missionari ci presentiamo agli altri, siamo in ordine tanto da apparire più giovani di quello che siamo.
C’è poi chi svolge il servizio dell’accoglienza, con un sorriso a tutto campo, per coloro che vengono a trovarci. Merita una citazione anche il gruppo che si interessa del “mercatino”. È un gruppo unito e fedele; un giorno lo presenteremo su questa pagina.
Insomma, a tutti coloro che sono legati a noi saveriani di Desio dobbiamo manifestare la nostra riconoscenza e gratitudine, perché ci volete veramente bene e ci trattate con i fiocchi.
E i nomi? Loro non ci tengono, ma noi sì: e pian piano ve li presenteremo nei prossimi numeri.









